Val di Susa

Città metropolitana determinata a salvare gli antichi riti agresti della Valle di Susa

Coinvolti i Comuni di Chiomonte, Giaglione, Mompantero, Venaus, San Giorgio e Meana.

Città metropolitana determinata a salvare gli antichi riti agresti della Valle di Susa
Cultura Val Susa, 18 Febbraio 2021 ore 10:05

I riti alpini, un patrimonio etnologico e sociale che rappresentano la vera tradizione del Nord Italia e del Piemonte in particolare, tanto da sfociare in un “progetto montagna”. Con un’iniziativa che potrebbe fare da apripista anche per altre realtà (Dolomiti? Valtellina?) la Città Metropolitana di Torino in collaborazione con l’Unione Montana della Val di Susa ha messo a punto un progetto davvero interessante.

Le tradizioni dell’antichità

Resistono ancora le tradizioni che dall’antichità ad oggi continuano ad animare in Valle di Susa i piccoli centri e i borghi alpini. Si rischia di disperdere questo patrimonio a causa del progresso incontrollato e della “moda” cosmopolita? O magari, per affievolire le usanze, ci hanno messo lo zampino i vincoli dettati dal Covid? Le Unioni Montane della Bassa e dell’Alta Valle di Susa insieme alla Città metropolitana di Torino hanno lavorato in questi mesi ad un progetto che ha preso forma online: si chiama #ritialpinivalsusa ed è racchiuso in una serie di pagine ospitate sul sito internet valdisusaturismo.it con immagini ed approfondimenti sulle feste e le celebrazioni con il loro profondo contenuto simbolico.

Fra Giaglione, Venaus e San Giorgio

Chi non conosce la danza degli spadonari di Giaglione, Venaus, San Giorgio, “I branc” di Meana o la simbolica cattura dell’orso a Mompantero? La ricerca riguarda le tradizioni di sei realtà: Chiomonte, Giaglione, Mompantero, Venaus, San Giorgio, Meana di Susa con i loro riti di passaggio dall’inverno alla primavera che fino allo scorso anno animavano le comunità alpine valsusine con imperdibili appuntamenti tra sacro e profano, danze rituali, costumi tradizionali della festa, cerimonie per unire le piccole comunità di montagna. Così il vicesindaco metropolitano Marco Marocco:

“La Città metropolitana di Torino ha accolto volentieri la proposta di supportare il progetto dedicato ai riti alpini della Valle di Susa per contribuire a raccontare un territorio ricco di cultura e storia: lo faremo anche su tutti i nostri canali per essere a fianco dei piccoli Comuni che hanno una storia importante da tramandare”.

Paganesimo alpino e feste cristiane

L’assessore alla tradizione e cultura della Unione Montana dell’Alta Valle di Susa è Marco Rey, sindaco di Giaglione.

“Nella media Val Susa, in un limitato concentrico, i nostri Comuni celebrano riti di provenienza lontana. Rituali agresti, il persistere di alcuni modi del paganesimo alpino integrati nelle feste cristiane. Origini di provenienza arcaica, molto forti. Significato propiziatorio, fallico, esorcizzante, ritualistico: sia la danza delle spade sia l’albero fiorito attorno al quale la popolazione compiva riti di propiziazione per stimolare la fertilità della terra. Ci sono le spade, ma ci sono i fiori, i frutti, i colori sulle punte: i fiori e i nastri colorati sul cappello degli spadonari. Insieme vogliamo incuriosire, insieme vogliamo promuovere un territorio con una cultura radicata e viva. Queste feste sono sopravvissute a tanti eventi tragici, non si fermeranno certo adesso”.

Le pagine del progetto sono già on line a questo link . Indispensabile al lavoro di ricerca la preziosa collaborazione di storici e ricercatori locali oltre al fondo fotografico dell’Archivio Diocesano di Susa. Si valorizza la montagna dunque con questo progetto sui riti alpini.

@CittaMetroTO

@valsusaturismo

@UnionemontanaValleSusa

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