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da aprile

Riapre il Bioparco Zoom Torino con una novità: un rettilario che è anche un “rescue project”

Alcuni degli animali ospitati erano di privati che non hanno più potuto tenerli in casa.

Riapre il Bioparco Zoom Torino con una novità: un rettilario che è anche un “rescue project”
Cultura Torino, 28 Aprile 2021 ore 17:05

Dopo mesi di stop ha riaperto anche il Bioparco ZoomTorino che torna ad accogliere i visitatori tra i suoi viali e nei suoi vasti spazi open-air.

 

La riapertura in tempi di Covid-19

Il team, che anche durante il lockdown non si è mai fermato per garantire la pulizia degli habitat e il nutrimento degli animali, già da settimane era impegnato per preparare il parco alla riapertura, secondo le misure imposte dal Governo,
lavorando affinché la visita al parco altamente esperienziale come è sempre stato, anche prima dell’emergenza legata al Covid-19. A differenza dei parchi a tema ludico che dovranno aspettare l’1 luglio, grazie ai vasti spazi all’aperto, Zoom ha quindi potuto aprire le sue porte già dal 23 aprile 2021.

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Il nuovo habitat

La riapertura coincide con l’inaugurazione di un nuovo habitat, completamente dedicato ai rettili. L’Albero della Vita, l’habitat di 4,5 metri d’altezza per 10 m di diametro, realizzato qualche anno fa con l’obiettivo di rappresentare l’emblema della biodiversità e dell’evoluzione, si è ora ampliato per ospitare nuove specie animali. Fino a pochi mesi fa dimora per serpenti e lontre, da oggi  è diventato un rettilario e sarà la nuova casa per varani, iguane, tegu, pitoni e una specie di tartaruga a rischio estinzione.

Avendo anche una zona completamente all’aperto, il rettilario permette l’esposizione al sole diretto, proprio come avverrebbe in natura. Anche gli spazi indoor sono stati oggetto di uno studio attento e scrupoloso sono correttamente riscaldati in modo che gli ospiti possano usufruire delle miglior condizioni climatiche, non solo all’esterno ma anche all’interno degli habitat.

Il rescue project

Novità di quest’anno è anche il “rescue project”: alcuni animali, infatti, come ad esempio le iguane, sono stati recuperati da privati non più in grado di prendersene cura. Una scelta questa che ben si sposa con la mission del Bioparco, ossia la salvaguardia di specie animali a rischio estinzione e la loro accoglienza in habitat di alto standard qualitativo, che garantiscono loro il benessere.