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OGR Talks: Cecilia Sala presenta il nuovo libro "I figli dell’odio"

A dialogare con l’autrice ci sarà Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di YouTrend

OGR Talks: Cecilia Sala presenta il nuovo libro "I figli dell’odio"
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Che volto hanno le nuove generazioni cresciute tra fanatismo, radicalizzazione e guerra? A questa domanda prova a rispondere Cecilia Sala nel suo nuovo libro "I figli dell’odio" (Mondadori, in uscita il 2 settembre), al centro del nuovo appuntamento di OGR Talks in programma lunedì 8 settembre alle ore 18.30 alle OGR Torino (Corso Castelfidardo, 22). A dialogare con l’autrice ci sarà Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di YouTrend.

Il nuovo libro della giornalista Cecilia Sala

Dalle ragazze ebree di Hebron che innalzano uno striscione contro i matrimoni misti, ai ragazzi palestinesi di Tulkarem che appendono le foto degli amici uccisi ai fucili prima di combattere i soldati israeliani, fino a Teheran, dove Abbas piange il cugino impiccato dal regime e osserva con timore ed eccitazione l’attacco israeliano alla Repubblica islamica: I figli dell’odio prende avvio da queste immagini per raccontare tre grandi fratture del presente – la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina e il collasso dell’Asse della resistenza con epicentro in Iran.

Con uno stile vivido e in presa diretta, Sala attraversa check-point e raid, entra nelle case dei leader militari, dei sopravvissuti, delle vittime e di chi ha scelto di combattere. A emergere è sempre lo stesso nodo: uno scontro generazionale profondo, che plasma il futuro del Medio Oriente e che resta poco raccontato. In Israele, i “pacifisti esausti” osservano il proprio paese deragliare mentre cresce una nuova generazione di coloni più radicale e violenta che mai. In Palestina, un padre come Firas continua a credere nella diplomazia, ma suo figlio Samih vede solo nelle armi l’unica risposta possibile all’occupazione. In Iran, mentre il regime tenta di nascondere la propria fragilità, le ragazze senza velo che sfidano le telecamere di sorveglianza sono diventate centinaia di migliaia.

Il racconto si arricchisce di interviste a figure chiave come Hossein Kanaani, uno dei fondatori dei pasdaran; Ronen Bergman, giornalista premio Pulitzer, che analizza il fallimento di Israele nel contenere il proprio estremismo interno; e Imad Abu Awad, analista palestinese che non crede più né alla diplomazia né alla guerra, intravedendo solo nello scontro interno a Israele una via d’uscita.

Ne nasce un libro rigoroso, umano e necessario, che orchestra voci e contraddizioni per restituire il ritratto di un Medio Oriente in trasformazione, mentre il mondo guarda altrove.