Dal 1926

Marchi storici torinesi: sul web l’archivio completo per un tuffo vintage

È on line www.matosto.it un portale che racconta la storia della creatività e del marketing torinesi attraverso l’archivio dei marchi depositati negli anni presso la Camera di commercio di Torino.

Marchi storici torinesi: sul web l’archivio completo per un tuffo vintage
Cultura Torino, 26 Ottobre 2020 ore 10:41

È on line www.matosto.it un portale che racconta la storia della creatività e del marketing torinesi attraverso l’archivio dei marchi depositati negli anni presso la Camera di commercio di Torino. Tutti i verbali sono oggi consultabili grazie ad un ampio lavoro di digitalizzazione iniziato nel 2012 e realizzato in collaborazione con Ismel.

3 foto Sfoglia la gallery

La mostra

Da lunedì 2 novembre una mostra presso l’Accademia Albertina espone i lavori di studenti che hanno rielaborato alcuni marchi storici del settore tessile. 1.500 metri quadri, 16 km di corridoi, centinaia di scaffali: questa la dimensione del capannone di cemento che nelle campagne di Ciriè ospita l’archivio storico della Camera di commercio di Torino. Qui sono ordinati migliaia di fascicoli che, dalla fine dell’Ottocento, raccontano le storie di grandi realtà economiche e di piccole aziende di famiglia del torinese. Tra i documenti sono conservati anche i verbali dei marchi registrati a Torino fin dal 1926: si tratta di manoscritti e stampati, che, pur ingialliti, raccontano la storia economica e culturale di Torino e testimoniano l’evoluzione dei gusti e delle esigenze del mercato del tempo. Da oggi, dopo un ampio lavoro di digitalizzazione iniziato nel 2012, nell’ambito dell’attività del Punto Impresa Digitale, questo immenso patrimonio storico è consultabile liberamente sul sito www.matosto.it

Patrimonio straordinario

MaToSto® – acronimo di Marchi Torinesi nella Storia – è la banca dati digitale che la Camera di commercio di Torino ha creato per mettere a disposizione del pubblico i verbali delle domande di registrazione di marchi nazionali ed internazionali custoditi nel nostro archivio – ha dichiarato il Presidente dell’ente camerale Dario Gallina. – Si tratta di un patrimonio di straordinaria importanza e non solo da un punto di vista culturale: esistono infatti marchi storici anche molto celebri, che attualmente sono “liberi”, ovvero non rinnovati e non utilizzati da almeno cinque anni, che possono essere riportati in vita per nuove iniziative imprenditoriali“. 

Il sito www.matosto.it

Contiene ad oggi la digitalizzazione di oltre 35.000 verbali depositati dal 1926 alla fine degli Anni Sessanta: mancano solo quelli degli anni 1941 e 1942 andati perduti nell’incendio di Palazzo Morozzo, ex sede della Camera di commercio, avvenuto durante il bombardamento di Torino dell’8 dicembre 1942.

I verbali di MaToSto® descrivono 20.466 marchi verbali, 14.045 marchi figurativi e 4.682 estensioni internazionali.

Colossi e piccole realtà

L’unicità della banca dati consiste proprio nei documenti che propone: compaiono, infatti, tutte le domande di registrazione presentate dalle grandi aziende del territorio (tra cui Fiat, GFT, Cinzano, Martini e Rossi, Schiapparelli, Venchi, ecc.), ma anche quelle di piccole realtà artigianali o familiari. Non mancano le registrazioni delle grandi aziende straniere (del cinema, della cosmesi, del settore meccanico e di quello agroalimentare, ma non solo!) che, prima di portare in Italia i rispettivi prodotti, ne registravano i famosi marchi. I depositi pervenivano all’ente in forma autonoma o per lo più proposti dai principali studi di consulenza in Proprietà intellettuale torinesi, che ancora oggi sono leader in Italia. Tra le domande depositate compaiono anche quelle che non hanno visto il rilascio o quelle che, pur rilasciate, spesso per questioni politiche sono state successivamente ritirate dai loro titolari. Sono anche presenti tutte le domande di estensione internazionale dei marchi, cresciute esponenzialmente nel tempo a testimonianza della sempre maggiore apertura del nostro territorio verso i mercati esteri: i marchi internazionali infatti passano dal 10% del totale fino al 1968 al 64% negli anni successivi. Sono infine presenti tutte le immagini, i loghi, le scritte, le scelte grafiche e stilistiche, le icone femminili o infantili, i claim pubblicitari dell’epoca, tutte testimonianze del gusto e della cultura di quegli anni.

Come afferma Giovanni Ferrero, Presidente ISMEL: “MATOSTO®, un archivio storico di marchi d’impresa e di prodotto, diventa digitale e si offre alla consultazione del pubblico; i suoi contenuti stimolano originali forme di didattica partecipata, fino a diventare gioco digitale e sostegno del made in Italy attraverso la loro reinterpretazione in chiave moderna da parte di studenti e docenti dei nostri Atenei. Una collaborazione con la Camera di commercio di Torino di cui ISMEL, istituto nato per dare nuova vita alla memoria e alla cultura del lavoro, è particolarmente fiero“.

Coronavirus, nuovo DPCM: stangata per bar e ristoranti

Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità