occupazione artistica

Lo Stabile di Torino torna a vivere: 43 giorni di lavoro per compagnie e artisti

Ai partecipanti verrà effettuato il tampone antigenico ogni 72 ore, come previsto dal vigente Dpcm.

Lo Stabile di Torino torna a vivere: 43 giorni di lavoro per compagnie e artisti
Cultura Torino, 08 Aprile 2021 ore 18:03

Poiché la riapertura dei teatri è ancora rimandata, per tutto il mese di aprile lo Stabile ha deciso di accogliere al Teatro Carignano e al Teatro Gobetti compagnie e artisti indipendenti del territorio.

Tamponi ogni 72 ore

Per 43 giorni, lo Stabile mette quindi a disposizione i due importanti palcoscenici con dotazione illuminotecnica e fonica, il supporto di personale tecnico interno, la disponibilità della direzione e dei responsabili delle aree programmazione e produzione a seguire i lavori in prova, l’assunzione con contratto di scrittura degli artisti e delle maestranze coinvolte, l’esecuzione del tampone antigenico ai partecipanti ogni 72 ore, come previsto dal vigente Dpcm.

Summer Plays

In vista dell’inserimento in cartellone, a partire dalla seconda edizione della rassegna Summer Plays, prevista tra fine giugno e luglio 2021, 6 compagnie del territorio Lab PermPiccola Compagnia della MagnoliaMulino ad ArteAccademia dei FolliAsterlizze Teatro e Giacopini-Vacis proveranno altrettanti spettacoli che hanno come comune denominatore sia l’essere creazioni contemporanee messe in scena da giovani talenti sia la forte attenzione ai temi del presente.

Laboratorio di alta formazione

Inoltre, dal 20 al 29 aprile il Teatro Stabile promuove un laboratorio di alta formazione professionale tenuto dal direttore artistico Valerio Binasco, destinato a 4 attrici e a 4 attori del territorio under 35 e a 12 uditori e uditrici. Titolo del workshop, che si svolgerà al Teatro Carignano, è Recitazione, ovvero il gioco della verità. Gli attori, selezionati dalla direzione artistica del TST (tutti i dettagli per partecipare – scadenza domande 13 aprile 2021), lavoreranno sotto la guida di Binasco sui limiti individuali che ostacolano l’espressività.