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Le cellule cerebrali e il volo nello spazio: l’esperimento di UniTo

Il team di ricercatori dell'ateneo torinese sta sperimentando le differenze fra percezione visiva e "vestibolare". Il sogno di volare su Marte...

Le cellule cerebrali e il volo nello spazio: l’esperimento di UniTo
Cultura Torino, 26 Aprile 2021 ore 12:17

Il volo nello spazio e l’assenza di gravità: come può influire sulle nostre cellule cerebrali? Una ricerca sperimentale dell’Università di Torino sta trovando le risposte giuste.

Tre giorni di voli a parabola

Il 26, 27 e 28 aprile 2021 un team di ricercatori effettuerà una campagna di voli parabolici per testare gli effetti dell’assenza di peso e della microgravità sulle funzioni cognitive degli esseri umani. Gli esperimenti saranno svolti a bordo di un Airbus A310 Zero-Gravity, e il volo sarà effettuato dalla società francese Novespace all’aeroporto di Bordeaux Mérignac. I ricercatori fanno parte del progetto GraviTo, che ha vinto un bando dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ed è stato presentato dal Dipartimento di Psicologia di UniTo insieme alla Université Catholique de Louvain (Belgio), alla Medical University of South Carolina (Usa) e a Vastalla Srl, un’azienda italiana. Gli studi previsti dal progetto rientrano nelle sperimentazioni di quella che può essere definita la “Neuropsicologia dello Spazio”.

Come cambia l’attenzione

GraviTo ha, più precisamente, l’obiettivo di indagare come cambiano l’attenzione spaziale e la consapevolezza motoria in condizioni di gravità alterata, due funzioni di rilievo per astronauti e piloti. Il progetto scientifico è coordinato da Raffaella Ricci, da Adriana Salatino e da Stefano Chiadò. Il team del Dipartimento di Psicologia è inoltre composto da Annamaria Berti e da Roberto Gammeri, Claudio Iacono ed Emanuele Cirillo. Negli esperimenti di voli parabolici le condizioni a gravità ridotta sono create effettuando una manovra di volo parabolico che produce periodi di assenza di peso di circa 22 secondi. Ogni parabola inizia (pull-up) e finisce (pull-out) con un periodo di iper-gravità di circa 20 secondi. Un volo tipico dura due o tre ore e comprende 30 manovre paraboliche.

Aspettando di andare su Marte

La comprensione dei cambiamenti cognitivi che avvengono nell’uomo in ambiente a gravità alterata permetterà di individuare efficaci contromisure da applicare nelle future missioni a lungo termine nello spazio profondo, come ad esempio quelle su Marte, il Pianeta rosso. Durante il volo spaziale gli effetti della gravità non si avvertono più (assenza di peso) o sono ridotti (gravità parziale – 1 g) come accade sulla superficie della Luna (0,16 g) o su quella di Marte (0,38 g). Le alterazioni di gravità offrono sfide uniche per la ricerca di base e quella applicata.

Quella che si svolgerà nei prossimi giorni non è la prima campagna di voli parabolici per il team internazionale guidato da UniTo. Una precedente si è svolta, infatti, nel novembre del 2019. E ci sono già i primi parziali risultati. Sulla Terra a 1g, in condizioni fisiologiche normali, siamo in grado di orientare l’attenzione verso stimoli rilevanti e salienti e siamo consapevoli delle azioni che compiamo volontariamente. Due importanti componenti di queste funzioni sono quella visiva e quella “vestibolare” (parte dell’orecchio interno in cui sono contenuti i ricettori di sè). Senza gravità la componente vestibolare è alterata e il nostro cervello fa principalmente affidamento sulla vista, producendo anomalìe che i ricercatori del progetto GraviTo stanno individuando.