Torino

Laurea honoris causa dell'Accademia Albertina di Belle Arti a Marina Abramovic: "Qui a Torino c’è la performance art"

L’evento nel capoluogo piemontese ha rappresentato una tappa del periodo che l'artista ha trascorso in Italia nel corso di questo mese

Laurea honoris causa dell'Accademia Albertina di Belle Arti a Marina Abramovic: "Qui a Torino c’è la performance art"
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L'artista serba Marina Abramović ha ricevuto la laurea honoris causa in Tecniche performative per le arti visive in un'aula gremita di giovani e meno giovani, dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

"Torino città speciale"

Il conferimento è arrivato perché secondo il Consiglio Accademico

"l'artista ha saputo dare uno straordinario e unico impulso, tra il XX e il XXI secolo, al rinnovamento della gestualità comportamentale nelle tecniche performative internazionali".

Al termine della cerimonia, l’artista ha voluto prendere parola parlando dell'arte e di Torino e dichiarando:

Nessuno di noi è Dio, ma ognuno può fare qualcosa. Torino città speciale, da qui sono arrivati i migliori artisti contemporanei.

Rispetto al riconoscimento ottenuto dall’istituzione, Marina Abramović ha aggiunto: grazie tantissimo, qui a Torino c’è performance art, che non c’è a Milano e non c’è a Roma.

L’evento nel capoluogo piemontese ha rappresentato una tappa del periodo che Marina Abramović ha trascorso in Italia nel corso di questo mese. Dopo tre giorni a Pesaro, Capitale della Cultura, per l’opera immersiva The Life, e a seguito anche di una tappa a Taormina, dove è stata ospite di Tabouk, il Taormina Book Festival.

Chi è Marina Abramović

Marina Abramović (Belgrado, 30 novembre 1946) è un'artista serba naturalizzata statunitense. Attiva fin dagli anni Sessanta è definita la "nonna della performance art": il suo lavoro esplora le relazioni tra l'artista e il pubblico, e il contrasto tra i limiti del corpo e le possibilità della mente.

Marina ricevette la sua prima lezione d'arte dal padre all'età di 14 anni: era il 30 novembre 1960; avendo chiesto al genitore di comprarle dei colori, lui si presentò con un amico il quale cominciò con il tagliare a caso un pezzo di tela, poi una volta steso a terra vi gettò sopra colla, sabbia, pietrisco, bitume, colori vari dal giallo al rosso, poi dopo aver cosparso il tutto con trementina collocò un fiammifero al centro della composizione che fu avvolta dalle fiamme e disse: "Questo è il tramonto".

Dal 1965 al 1972 studia all'Accademia di Belle Arti di Belgrado. Dal 1973 al 1975 ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Novi Sad, mentre creava le sue prime performance.

Rhythm 0, 1974. In questa performance, Abramović ha fornito 72 oggetti che potevano essere usati su di lei dal pubblico in qualsiasi modo

Nel 1974 viene conosciuta anche in Italia, dove presenta la sua performance, Rhythm 4, esposta a Milano, nella Galleria Diagramma di Luciano Inga Pin. Qui l’artista sperimentò la resistenza del corpo inginocchiandosi, nuda, davanti a un grosso ventilatore industriale con lo scopo di incamerare più aria possibile nei polmoni, fino al collasso.

Nel 1976 lascia la Jugoslavia per trasferirsi ad Amsterdam. Nello stesso anno inizia la collaborazione e la relazione (che durerà fino al 1988) con Ulay, artista tedesco.

Immagine di Thomas Ruff "Relation" (Marina Abramović & Ulay)

Nel 1997 vince il Leone d'oro alla Biennale di Venezia con l'esecuzione Balkan Baroque. Dopo 12 anni di amore e di sodalizio artistico, Abramović e Ulay decidono di lasciarsi e di sancire la fine del loro rapporto con un'ultima performance, The Wall Walk in China: entrambi percorrono a piedi una parte della grande muraglia cinese partendo da capi opposti per incontrarsi a metà strada e dirsi addio.

Seguono anni di ostilità e battaglie legali circa i diritti d'autore della produzione artistica: Ulay denuncia Marina per aver venduto autonomamente opere appartenenti ad entrambi.
Nel settembre 2016 il giudice gli dà ragione e costringe Marina a versare 250.000 euro all'ex partner per violazione di un contratto firmato nel 1999, che regolamentava l'uso dei lavori realizzati insieme fra il 1976 e il 1988.

Si riavvicineranno nel 2010, durante una celebre  performance di Marina al MoMa di New York.

Controversie e accuse

Il lavoro di Abramović non è esente da critiche. In molti considerano i suoi lavori estremi e provocatori. La stessa artista sostiene che l’arte deve essere una forza che disturba, che interroga le convenzioni e che spinge gli individui a riflettere sulla propria esistenza e sul mondo che li circonda.

In passato, ma anche molto più recentemente, nel 2020, l'artista è stata accusata di satanismo.

Per questo motivo ad esempio un progetto di Marina Abramovic é stato cancellato dal canale Youtube della Microsoft che aveva collaborato con lei in  alla realizzazione di una performance che preveda la possibilità per chiunque di trovarsi di fronte all’ologramma di Marina Abramovic indossando gli speciali visori Hololens2. Il video è stato subissato di commenti negativi su una possibile cospirazione satanista globale tra la demoniaca Abramovic e la Microsoft.
Da diversi anni l’Abramovic viene infatti accusata di riti satanici a causa di una performance dal titolo Spirit Cooking e di un libro di ricette afrodisiache.

L'apice delle accuse è stato quando nel 2014 l’Abramovic organizzò una cena nella sua casa di New York, intitolandola scherzosamente con il nome della performance incriminata.

 

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