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avrebbe compiuto 100 anni

Giovanni Agnelli: il re senza corona che ancora oggi ispira generazioni di Torinesi (e non solo)

Oggi, nell'avversario della sua nascita, su Twitter migliaia di cinguettii in suo nome con l'hashtag #GianniAgnelli100. Il più gettonato? "Mi piace il vento perché non si può comperare".

Giovanni Agnelli: il re senza corona che ancora oggi ispira generazioni di Torinesi (e non solo)
Cultura Torino, 12 Marzo 2021 ore 16:57

Laureato in legge non ha mai praticato l’attività forense, ma è stato l’Avvocato più famoso d’Italia. Gianni Agnelli oggi avrebbe compiuto cento anni: un re senza corona che col passare degli anni si conferma icona di stile ed eleganza.

Alla guida della Fiat

Nato a Torino nel 1921, orfano di padre a 15 anni, Agnelli trascorre una giovinezza sotto l’ombra della figura imponente del nonno. Nella sua biografia c’è una costante: la volontà di salvaguardare la principale attività industriale della Fiat, l’automobile, ereditata proprio dal nonno. Prende la guida della Fiat nel 1963 diventandone amministratore delegato e nel 1966 presidente. E’ in questo periodo, in cui il gruppo sta rapidamente uscendo dalla dimensione nazionale per assumerne una mondiale, che Agnelli riesce a imporsi come leader.

VIDEO, UN RITRATTO DI GIANNI AGNELLI: 


Icona di stile

Giovanni Agnelli, la sua inconfondibile erre alla francese e l’immancabile orologio sul polsino diventano il simbolo dell’alta società e della dolce vita. Ironico ed elegante, amato dalle donne e dai potenti, Agnelli riesce a coniugare senza sforzi un profilo cosmopolita, grazie alle sue relazioni internazionali, ma anche profondamente italiano.

Una vita appassionata, non senza dolori

Tifoso appassionato della Ferrari e della Juventus (dal 1947 al 1954  presidente della società bianconera ha poi mantenuto la carica di presidente onorario ed è stato sempre vicino alla squadra), mecenate delle arti, senatore a vita, imprenditore di successo. Un’aurea di successo caratterizza tutta la vita di Gianni Agnelli, ma non gli risparmia il dolore più atroce: il suicidio del figlio Edoardo e la morte prematura del nipote Giovannino.

L’avvocato si spegne il 24 gennaio del 2003, il giorno delle esequie davanti al feretro di Gianni Agnelli al Lingotto sfila tutta la città. Scene che fanno pensare alla morte di un re o di una pop star.

#GianniAgnelli100, il ricordo su Twitter

Oggi, in piena epoca dei social e nell’anno della pandemia il calore della popolazione torinese e, non solo, si è trasferita online dove da ore rimbalzano commoventi Tweet in memoria dell’avvocato: in molti ricordano le sue frasi migliori, essenza di una visione per molti versi ancora all’avanguardia: “Il futuro sarà determinato da una migliore utilizzazione delle risorse umane, che passerà inevitabilmente da un sempre maggiore utilizzo in ruoli di responsabilità di giovani e donne”, “Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere europei in Italia”, “Mi piace il vento perché non si può comperare”, “La creatività è il piacere più grande. È il solo vero valore aggiunto della vita, capace di comprendere tutti gli altri”, altri ribadiscono di aver perduto un uomo come pochi, un vero simbolo per Torino e l’Italia intera: “100, ma uno come l’Avvocato non rinasce neanche tra 1000 anni!”.

E per chi avesse piacere di ricordare la figura dell’Avvocato approfondendo i diversi aspetti della sua vita c’è un sito completamente dedicato a lui: https://avvocato.giovanniagnelli.it/

 

 

 

 

 

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