25 novembre

Campagna fotografica #lamiadoppiafaccia per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Il messaggio istituzionale di quest’anno è un avvertimento degli uomini stessi a tutte le donne, a guardare con attenzione chi si frequenta e chi si ha accanto.

Campagna fotografica #lamiadoppiafaccia per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
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Si chiama La mia doppia faccia la campagna fotografica  ideata e organizzata dal Consiglio regionale in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Il messaggio

Alla campagna hanno aderito diversi artisti uomini piemontesi, a testimonianza del fatto che per aiutare le donne vittime di violenza, bisogna prima occuparsi degli uomini violenti: riconoscendoli e fermandoli. Il messaggio istituzionale di quest’anno è un avvertimento degli uomini stessi a tutte le donne, a guardare con attenzione chi si frequenta, chi si ha accanto, un invito ad osservare i piccoli gesti, il linguaggio, le intenzioni. Un appello a cogliere segnali inequivocabili  di violenze che possono mettere a rischio la salute, i sentimenti, e in qualche caso anche la vita.

Un doppio scatto per un doppia personalità

Un doppio scatto fotografico per rappresentare i cambi di personalità e le numerose sfaccettature di abusi psicologici, fisici, economici e sessuali. Tra i testimonial noti che hanno prestato il loro volto alla campagna si sensibilizzazione, l’attore Fabio Troiano, il comico e conduttore televisivo Beppe Braida, l’attore e illusionista  Marco Berry, i comici Marco e Mauro e i musicisti della band piemontese Bandacadabra.

 

Andrea Brondolo 3
Foto 1 di 10
Beppe Braida 3
Foto 2 di 10
Cecio Grano 3
Foto 3 di 10
Fabio Troiano 3
Foto 4 di 10
Giorgio Giovannini 3
Foto 5 di 10
Gipo DI Napoli 3
Foto 6 di 10
Marco Berry 3
Foto 7 di 10
Phil Ruà 3
Foto 8 di 10
Stefano Piri Colosimo 3
Foto 9 di 10
Vito Scavo 3
Foto 10 di 10

 

La dichiarazione del Presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia

Per Stefano Allasia rispondere alla violenza contro le donne è un dovere civile, un imperativo etico a cui anche le istituzioni devono rispondere e a tal proposito dichiara

Negli ultimi anni i progressi nelle politiche nazionali volte a ridurre la violenza sulle donne sono stati significativi, ma molto rimane ancora da fare. Molto spesso le donne hanno la possibilità di rendersi conto, da alcuni segnali inequivocabili, dei rischi che possono correre con un certo tipo di uomini. Riconoscere la violenza  vuol dire saper distinguere i gesti di amore e affetto da quelli violenti, vuol dire riconoscere a se stesse di essere incappate in una relazione violenta. Dobbiamo quindi continuare a tenere gli occhi aperti su questo fenomeno intervenendo attivamente, e segnalando casi di sospetta violenza alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura, ne va del futuro benessere delle nuove generazioni e dell’equilibrio della nostra società.

Le parole del Questore di Torino Giuseppe de Matteis

Per Giuseppe de Matteis la questione va ricercata e combattuta alla radice respingendo una cultura che da sempre giustifica la gerarchia di genere:

La violenza di genere va condannata e combattuta senza riserve. Occorre respingere le suggestioni di una cultura che ha costruito su una diversità biologica una gerarchia di genere. In questo senso, la Polizia di Stato affianca alle attività della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine un punto di ascolto avanzato, tramite un Camper che viene collocato nelle piazze e nei mercati delle zone più popolose delle città. In questi luoghi, dove si svolge la vita quotidiana della gente, è possibile incontrare un’equipe multi disciplinare per ottenere informazioni e segnalare episodi di violenza o maltrattamenti. Sono momenti di prevenzione importanti per promuovere una cultura basata sul rispetto e sull’uguaglianza come elemento chiave per il contrasto alla violenza di genere.

 

I numeri del 2020

Nel corso del 2020, nonostante il lockdown, l’attività di prevenzione e contrasto della Polizia di Stato nei confronti della violenza domestica e di genere non si è mai fermata: 120 sono stati gli ammonimenti adottati dal Questore di Torino nei primi 10 mesi del 2020; 123 le persone accolte in “una stanza per te”, dedicata specificatamente all’ascolto delle vittime di violenza di genere e domestica; 170 gli arresti tra maltrattamenti (110) e stalking (60), con un netto aumento rispetto ai primi 10 mesi del 2019, quando gli arresti per il primo reato sono stati 78 e quelli per il secondo 24.  Grazie alle chiamate in emergenza e agli interventi delle volanti, il numero degli arresti per maltrattamenti è rimasto prossochè stabile anche nei mesi del lockdown, con un picco di rilievo nel mese di maggio (15 arresti). Ben 19 sono stati gli allontanamenti d’urgenza dalla casa familiare della persona violenta, un efficace strumento di aiuto alla vittima, contro i 4  trasferimenti della persona offesa in casa protetta.

 

Iniziative istituzionali in programma

Si rinnova, anche per quest’anno la collaborazione con la Polizia di Stato attraverso 4 video interviste in cui il personale della Polizia di Stato in forza alla Questura di Torino, in particolare  specialisti del settore che operano presso la Divisione Polizia Anticrimine e presso alcuni Commissariati territorialmente importanti, mettono a disposizione dati, storie e racconti di denunce e interventi. Viene inoltre rilanciato l’hastag ideato per la giornata #questononèamore.
Il lockdown non ferma SOS donna, il portale web contro le violenze di genere che, attraverso un questionario online (da compilare in forma anonima), studiato da esperti di comunicazione e psicologi, sonda la conoscenza dei giovani sulla violenza psicologica. 10 domande rivolte ai giovani tra i 15 e i 20 anni delle scuole superiori e dei primi due anni dell'università, per smascherare atteggiamenti di abuso psicologico.
Le consigliere regionali della Consulta sono protagoniste di una clip con un messaggio dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza anche attraverso il rilancio della campagna social #rispettaladonna #nemmenoconunfiore #nonsologgi. Infine, una Panchina rossa a Palazzo Lascaris, il simbolo del posto occupato da una donna che è non c’è più, portata via dalla violenza. Anche quest’anno, il Consiglio regionale dedicherà uno spazio nel cortile d’onore di Palazzo Lascaris alla panchina simbolo della giornata. Nelle sere del 24 e del 25 novembre il palazzo sarà illuminato di rosso per ricordare le vittime di femminicidio.

 

 

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