Ieri, sabato 31 gennaio 2026 si è svolta la manifestazione a Torino contro la chiusura del centro sociale Askatasuna e contro il Governo Meloni.
Violenze Askatasuna, le reazioni
Un corteo che ha preso il via alle 14.30 in tre punti diversi della città per poi ritrovarsi in centro. Un corteo con oltre 20 mila persone prevenienti da tutta Italia. Intorno alle 18 circa 500 antagonisti si sono staccati dal corteo principale per raggiugere corso Regina dove ci sono stati scontri con feriti. Immediata la reazione del mondo politico con la forte critica alla presenza di alcuni esponenti di Alleanza Verdi-Sinistra al corteo.
Il commento di Grimaldi e Diena
“Quella di oggi è stata una manifestazione di massa, con quasi 50.000 persone in piazza a difesa degli spazi sociali e di Askatasuna nonostante il clima di tensione montato ad arte per settimane. – Affermano Marco Grimaldi, Vice Capogruppo AVS alla Camera dei Deputati, Alice Ravinale Capogruppo AVS in regione e Sara Diena Capogruppo SE in Comune – Non avrebbe mai dovuto finire con una guerriglia urbana senza controllo che non serve a nessuno, danneggia chi prova a resistere a repressione e militarizzazione e fa male a tutta la città. Quella del poliziotto a terra colpito ripetutamente è un’immagine che non avremmo mai voluto vedere e che ci disgusta, così come l’aggressione ai giornalisti della Rai. Questi fatti non devono cancellare la risposta unica di oggi della cittadinanza e una grande giornata di partecipazione, con un corteo enorme che ha resistito a un contesto anomalo di militarizzazione di un intero quartiere e a un Governo che progetta di distruggere tutti i luoghi di alterità che esistono e resistono in Italia, luoghi che possono diventare bene comune, trasformarsi ed essere parte di nuovi percorsi come stava avvenendo a Torino, ma che non si possono cancellare dalle nostre mappe culturali, solidali e sociali”.
Il commento di Fsp Polizia
“Un assalto premeditato, organizzato da giorni e strutturato per attaccare lo Stato, per fare più danni possibile mettendo a rischio l’incolumità pubblica, per fare più male possibile agli agenti in servizio di ordine pubblico. Ecco cosa è accaduto a Torino, dove un collega, al quale ci stringiamo esprimendo tutta la nostra solidarietà, stava per essere ammazzato e almeno 50 sono rimasti feriti. Altro che difesa di un centro sociale dove si fa ‘arte e cultura’, solo sciocchezze che offendono l’intelligenza altrui! – Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato – . Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale, sono solo e unicamente dei delinquenti, terroristi che vogliono minare l’ordine democratico imponendosi con la forza e la violenza, e minare la sicurezza pubblica agendo al di fuori di ogni regola civile e calpestando la legge. E mentre i poliziotti continuano a svolgere il loro dovere, mandati a fronteggiare guerriglie annunciate, vogliamo ribadire che siamo stanchi, arrabbiati e stufi di tutta questa delirante violenza, che ancora qualcuno si ostina follemente a giustificare tra le righe, e attendiamo che questi criminali finiscano in carcere, per davvero, a scontare la loro ferocia. Con tutta la determinazione di cui siamo capaci ribadiamo che chiunque oserà manifestare un qualsiasi atteggiamento che ‘comprenda’, giustifichi, spieghi o addirittura legittimi questo scempio confermerà di essere mosso dalla stessa identica insofferenza e odio verso la Polizia, verso lo Stato e verso la democrazia e la libertà che abbiamo visto nelle strade di Torino stasera, soprattutto in quella mano che impugnava un martello con cui veniva colpito il nostro eroico collega”.
Il commento di Di Sabato M5S
La reazione del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (MOSAP)
Il Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (MOSAP) esprime la più ferma e totale condanna per la brutale aggressione subita da un poliziotto del Reparto Mobile a Torino, colpito e accerchiato da manifestanti durante una protesta. Un episodio gravissimo che rappresenta l’ennesimo punto di non ritorno nel clima di odio crescente contro le Forze dell’Ordine.
“Non siamo più davanti a episodi isolati o a degenerazioni improvvise della piazza. Qui c’è una violenza organizzata, legittimata e giustificata da anni di propaganda anti-polizia”, dichiara Fabio Conestà, segretario generale del MOSAP. “Quando un poliziotto viene picchiato mentre svolge il proprio servizio, lo Stato intero viene aggredito. E chi tace oggi non potrà dirsi innocente domani.”
Il MOSAP denuncia con forza la doppia morale di chi invoca diritti, democrazia e libertà solo quando fa comodo, ma chiude gli occhi davanti alla violenza contro uomini e donne in divisa.
“Per anni abbiamo assistito a processi mediatici contro le Forze dell’Ordine, a slogan infamanti, a una criminalizzazione sistematica del nostro lavoro. Questo è il risultato: poliziotti trasformati in bersagli legittimi”, prosegue Conestà. “Chi oggi si scandalizza solo quando la violenza arriva dallo Stato, ma la giustifica quando arriva dalla piazza, ha perso ogni credibilità morale.”
Il sindacato chiede risposte immediate e concrete: tutela legale piena per gli operatori coinvolti, identificazione e punizione severa dei responsabili, e soprattutto un cambio netto di rotta nel racconto pubblico delle manifestazioni e dell’ordine pubblico.
“Non accetteremo più che i nostri colleghi vengano mandati in strada come carne da macello, senza strumenti, senza coperture, senza rispetto”, conclude Conestà. “La solidarietà a corrente alternata non ci interessa. Pretendiamo rispetto, verità e giustizia. Ora”.
Il commento di Rosso
«Quanto accaduto a Torino non è una semplice protesta, ma un’aggressione premeditata contro lo Stato e le sue Istituzioni. Non si possono definire “manifestanti” individui che colpiscono un agente a terra con delle martellate: questi sono criminali. Di fronte a scene di questa gravità, il tempo delle ambiguità e dei distinguo è definitivamente scaduto», dichiara il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario del partito in Piemonte, che prosegue: «Il sindaco Stefano Lo Russo è ora chiamato a una scelta chiara e non più rinviabile: ci dica se sta con i cittadini di Torino o con questi delinquenti. Non è accettabile che la maggioranza che governa Torino comprenda forze politiche come Alleanza Verdi e Sinistra, i cui esponenti hanno sfilato fianco a fianco con i professionisti del disordine. Chiediamo un atto netto e inequivocabile: AVS deve essere immediatamente estromessa dalla giunta e dalla maggioranza, con la revoca delle deleghe all’assessore e l’isolamento politico di chi ha scelto di stare dalla parte dei violenti invece che della legalità. Ogni esitazione renderebbe il sindaco politicamente complice del clima di caos che sta travolgendo la città e, dunque, in questo caso, sarebbe indispensabile andare a elezioni anticipate dando la parola ai torinesi».
«Le leggi esistono e vanno applicate con il massimo rigore. L’assalto alle forze dell’ordine e l’uso di armi improprie contro un uomo a terra configurano ipotesi di reato gravissime. Mi aspetto che la Procura della Repubblica di Torino apra senza indugi un fascicolo per associazione a delinquere, terrorismo e tentato omicidio. Chi colpisce un servitore dello Stato in quel modo non sta manifestando: sta cercando di imporre la violenza come metodo politico», conclude il senatore Rosso.