Colpevole anche la preside che insabbiò tutto

Violenza sessuale su una bambina: condannato a 7 anni

Sette anni di carcere nonostante l'età avanzata (88 anni) per lo stupratore; multata la dirigente scolastica che non denunciò i fatti.

Violenza sessuale su una bambina: condannato a 7 anni
Cronaca Torino, 15 Febbraio 2021 ore 16:41

Condannato a 7 anni l’orco che ha praticato violenza sessuale su una bambina di 10 anni, nipote della sua compagna. E condannata pure la preside della scuola che, dopo aver saputo dei terribili episodi dalla stessa ragazzina, non ha denunciato l’accaduto alle Forze dell’Ordine come avrebbe dovuto fare.

Lo stupratore oggi ha 88 anni

La vicenda risale a qualche tempo fa: oggi lo stupratore ha 88 anni e la vittima non è più una bambina. Il Tribunale di Torino lo ha condannato a sette anni di carcere (il Pubblico Ministero ne aveva chiesti 8). Ma, cosa altrettanto importante in questa scabrosa vicenda, i giudici hanno condannato anche Cristiana C., la preside negligente che non presentò denuncia alle autorità dopo essere venuta a conoscenza dei fatti. Era stata la stessa piccola vittima di violenze a raccontare a un’insegnante l’accaduto. Aveva trovato il coraggio per farlo dopo aver letto un libro da cui poi fu tratta la serie Tv “13”: protagonista una ragazzina che si suicidava dopo esser stata violentata. Forse per timore di fare la stessa fine, e vincendo si può immaginare quali tormenti interiori, la piccola si era confidata con l’insegnante. Subito questa era corsa dalla preside con l’alunna e l’aveva informata di tutto. Anche i genitori ne erano stati messi al corrente e si decise che sarebbe stata la “Scuola” a procedere con i passi formali. Quindi, né papà né mamma si recarono dai carabinieri a sporgere denuncia: doveva pensarci la preside. Che invece insabbiò il tutto. La pena a suo carico, tuttavia, è solo pecuniaria (e di lieve entità per giunta): dovrà solo pagare 250 euro di multa (il reato è omissione di denuncia).

Condannata anche la preside

La dirigente scolastica, oggi, non è più in carica presso quella scuola ed anzi è stata trasferita fuori regione. Il Tribunale l’ha comunque condannata però per il suo comportamento quasi ingiustificabile.

Intanto l’anziano orco aveva dovuto interrompere la relazione con la nonna della ragazzina, dopo che quest’ultima lo aveva sorpreso a masturbarsi davanti alla piccolina addormentata. Un episodio che la dice lunga sui problemi mentali dell’uomo, che si sono ripercossi anche sull’innocente che avrebbe dovuto accudire. Altri episodi di violenza sessuale sono stati accertati quando la piccola e il “nonno” (che va detto chiaro non era il suo vero nonno ma il compagno della nonna) restavano da soli davanti alla tivù oppure quando andavano in giardino per dei lavoretti. L’avvocato difensore del violentatore ha avuto il coraggio di mettere in dubbio il racconto della bambina citando il suo “disagio evidente e atti autolesionistici“. Come se non fosse proprio la violenza sessuale subìta a poter causare “disagio evidente” in una bambina di dieci anni. Sia come sia, giunge al termine questa scabrosa vicenda con due verdetti: una, quella più pesante, per l’autore materiale della violenza sessuale sulla bambina (condannato a 7 anni); l’altra quasi simbolica, solo 250 euro di multa, per la preside negligente che insabbiò il tutto.

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