Violenza e degrado alle Atc, continua il dibattito in Regione
La consigliera del Pd, Nadia Conticelli: questi quartieri non devono sembrare aree dimenticate o senza controllo

Dopo gli ultimi e gravi episodi di violenza in periferia nord continua il dibattito in Regione Piemonte sulla gestione del patrimonio immobiliare di Atc: «La nostra periferia non può essere il Far West», tuonano dall'opposizione. In questi giorni si è acceso il confronto sulla gestione degli immobili di edilizia popolare da parte di Atc, con particolare attenzione ai quartieri Barriera di Milano e Regio Parco.
Violenza e degrado alle Atc, continua il dibattito in Regione
La consigliera del Partito Democratico, Nadia Conticelli, ha sottolineato che queste zone di Torino non possono essere considerate periferie dimenticate o aree senza controllo: «Il disagio sociale – ha ribadito - equivale a creare situazioni potenzialmente pericolose». Lo scontro in Consiglio è stato innescato dagli episodi di violenza, esplosi la scorsa settimana, legati a conflitti tra famiglie rom. Tra le situazioni più gravi degli ultimi giorni si segnalano l’incendio doloso di un’auto in un cortile di via Bologna, che ha poi coinvolto altri sei veicoli, e l’attacco incendiario a un furgone in corso Taranto con una molotov. In Consiglio è stato evidenziato il fatto che dopo lo smantellamento degli insediamenti abusivi in lungo Stura e nelle altre aree, non sia stato predisposto un piano organico per gestire gli spostamenti delle persone sgomberate. E manca anche un piano per sostenere e aiutare donne e bambini, spesso vittime di contesti violenti e costrittivi.
«La nostra periferia non può essere considerata un Far West»
Un altro aspetto critico sollevato in Regione riguarda il disimpegno di Atc rispetto ai progetti di mediazione sociale e accompagnamento degli inquilini, con il rischio che le case popolari si trasformino in luoghi senza regole, dove vige la legge del più forte. «Smantellati, in tutto o in parte, i chilometri di accampamenti abusivi sulle sponde dello Stura, in via Germagnano e in strada dell'Aeroporto, non c'è stato nessun progetto complessivo che seguisse gli spostamenti, o coinvolgesse donne e bambini, che sono le prime vittime di un sistema dominato dall'aggressività e dalla costrizione, e non c'è identità culturale che possa giustificarle – ha dichiarato Conticelli - La violenza, qualunque sia il contesto, va condannata e la comunità tutelata. Non c'è colore politico in questo, ma civiltà e democrazia. Negli ultimi anni, l'Atc ha completamente disinvestito sui progettati di mediazione e accompagnamento sociale, ma le case popolari non possono diventare terra di nessuno, dove ciascuno deve farsi giustizia da sé o subire. Soprattutto, in un quartiere come il nostro costituto da oltre il sessanta per cento da case popolari. Se si sgomberano le persone e non si riassegnano subito gli alloggi, non si attivano progettualità di inclusione in quella realtà, si scarica solo il problema all'occupazione successiva».
Presto ci sarà un nuovo confronto con Atc, dove si tratterà anche l’annoso problema delle occupazioni abusive. «A breve in commissione regionale ascolteremo i nuovi vertici dell'Atc – conclude Conticelli – e ci confronteremo anche sul tema delle occupazioni, nel frattempo presenterò una interrogazione per avere i numeri reali degli alloggi vuoti, di quelli occupati e di quelli in attesa di manutenzione».