polizia penitenziaria abbandonata

Un’evasione e una rissa a pochi giorni di distanza sollevano la polemica

Leo Benudici ha chiesto che il ministro Bonafede dichiari lo stato di emergenza e convochi un tavolo per affrontare una volta per tutte i problemi più urgenti

Un’evasione e una rissa a pochi giorni di distanza sollevano la polemica
Torino, 11 Settembre 2020 ore 17:47

Una detenuta che scappa dopo aver fruito di un permesso premio e due detenuti nel corso di una rissa mandano in ospedale l’agente che prova a separarli viene colpito.

Prima l’evasione poi la rissa

Sono due fatti recenti capitati entrambi a Torino, la donna, trent’anni, sarebbe uscita dal carcere nel 2025. Non ha fatto rientro in cella al termine della fruizione di un permesso premio di quattro giorni. Mentre due giorni fa un detenuto ha cercato di strangolare il compagno di cella. A rimetterci però è stato l’agente che ha provato a separarli e che si è preso un fornellino in testa finendo all’ospedale Maria Vittoria.

La denuncia da parte di Leo Beneduci

Questi casi non fanno che rafforzare le preoccupazioni di Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, Organizzazione Sindacale Autonoma di Polizia Penitenziaria attivissimo sui social per portare l’attenzione dell’opinione pubblica sullo stato di abbandono della Polizia Penitenziaria sempre più più sola a risolvere le criticità che si presentano nel quotidiano con grave penuria di personale senza strumenti e mezzi. Benudici ha chiesto che il ministro Bonafede dichiari lo stato di emergenza e convochi un tavolo per affrontare una volta per tutte i problemi più urgenti.

 

 

Solidarietà da parte della Lega

Immediate le parole di solidarietà da parte del Consigliere Segretario Gianluca Gavazza che ha commentato

Come uomo delle Istituzioni mi sento particolarmente vicino alle Forze dell’Ordine oggi purtroppo ho un motivo in più per esserlo, soprattutto nei confronti della Polizia penitenziaria. La mancata valorizzazione di chi opera per difendere la sicurezza di noi tutti implica delle conseguenze, mettendo in sofferenza l’intero “sistema sicurezza”. Superato lo stato di emergenza – conclude il consigliere della Lega – sarà necessaria una ristrutturazione dell’organizzazione dell’intero apparato, come la Lega anche a livello nazionale chiede da tempo: meno affollamento di detenuti e più Polizia penitenziaria per la sicurezza delle strutture.

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