Cyber-criminalità

Truffa informatica: in arresto un imprendibile hacker

Imprendibile hacker in arresto: i responsabili della truffa informatica si intrufolavano nei pagamenti fra aziende

Truffa informatica: in arresto un imprendibile hacker
Cronaca Torino, 27 Ottobre 2020 ore 10:09

A un imprendibile hacker è stata notificata la custodia cautelare per il reato di truffa informatica. Protagonista dell’indagine la Polizia Postale di Torino, mentre il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica del capoluogo piemontese.

Un’indagine molto complicata

Si chiude quindi con l’esecuzione di un provvedimento d’arresto una complicata indagine inerente il crimine finanziario e digitale. In particolare le frodi informatiche scoperte venivano realizzate con la tecnica del “man in the middle”, una tra le più avanzate truffe digitali che minacciano le aziende. Tecnologia sì, ma attenzione ai rischi che l’informatizzazione ultra-spinta può provocare. Ci vuole poco, infatti, a cadere nella rete del cyber-crimine, come dimostra proprio questo caso. Le strutture criminali più evolute si servono di hacker pagati profumatamente per introdursi nel ciclo dei pagamenti e “tagliare” una fetta degli importi. Oppure ancora, le intere somme vengono deviate su conti fantasma prima di essere incassate indebitamente.

300.000 euro rubati con un clic

In questo caso, nel luglio 2019 l’amministratore di una grande impresa del Sud Italia veniva indotto ad effettuare un versamento per quasi 300.000 euro su un conto corrente diverso da quello del legittimo creditore. I colpevoli si interponevano nelle comunicazioni tra le due aziende studiandone a fondo l’organizzazione societaria. Una volta individuati i titolari del potere di spesa, attuavano una piccola variazione nell’Iban che si rivelava critica per il dirottamento del denaro,. La somma veniva poi ulteriormente distratta verso altri conti intestati ai cosiddetti “muli” ovverosia dei prestanome complici al fine di occultarne la provenienza. La Procura della Repubblica torinese  ha emesso i provvedimenti di arresto la cui esecuzione si è conclusa nei giorni scorsi: l’ultimo componente della banda è finito in carcere.

Qualche utilissima precauzione

Questo caso è emblematico di come la cyber-criminalità punti in modo sistematico ad aggredire gli imprenditori più evoluti, considerata l’ingente quantità di profitti che possono essere conseguiti. In particolare attraverso l’attacco di tipo B.E.C (Bussiness E-mail Compromise), una trappola in cui di frequente si può cadere. La Polizia Postale raccomanda di adottare le seguenti precauzioni:

  • contattare direttamente per telefono, ai numeri già in proprio possesso, i propri
    partner commerciali per chiedere conferma delle modalità di pagamento;
  • cambiare spesso le password e verificare se le regole di ricezione delle mail
    siano state cambiate;
  • proteggere il Wifi utilizzando password efficaci, può essere utile cliccare sul seguente link www.commissariatodips.it/notizie/articolo/scegli-passwordefficaci/index.html
  • attivare l’identificazione a “due fattori” per l’accesso ai servizi di home banking;
  • aggiornare sempre il sistema operativo;
  • installare un antivirus o un antimalware.

Infine, al minimo sospetto, avvisare subito la Polizia Postale anche via mail scrivendo all’indirizzo compartimento.polposta.to@pecps.poliziadistato.it

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