Il nemico è sempre lui: l'ex

Violenza sulle donne: tre arresti in diverse zone della città in sole 24 ore

L'ex era appostato sotto casa in tutte e tre le vicende

Violenza sulle donne: tre arresti in diverse zone della città in sole 24 ore
Torino, 01 Luglio 2020 ore 16:10

Le tre donne che hanno chiamato il 112 in 24 ore sono di differenti zone della Città, ma il nemico è sempre lui: l’ex che si apposta sotto casa.

Si parla in tutti i casi di umiliazioni e vessazioni, un quadro di violenza in atto da mesi o anni e anche di un crudele ricatto psicologico che vede le vittime lasciarsi riavvicinare magari sulla base dei sensi di colpa o di una fiducia apparentemente “riconquistata”.

Il ricatto peggiore: l’amore per i figli

È il caso di un albanese che dopo aver scontato 6 mesi di custodia cautelare in carcere per maltrattamenti nei confronti della moglie, essere stato colpito dal divieto di avvicinamento a lei a meno di 200 metri, facendo leva sull’amore per i figli, è  riuscito a rientrare all’interno del nucleo familiare nel mese di maggio scorso. Compreso che il marito non era affatto cambiato e che anzi poteva rappresentare un serio rischio anche per i propri genitori, la sera del 23 Giugno, la donna si è decisa a contattare nuovamente le forze dell’ordine per denunciarlo.

Un ex che non accetta la realtà

Poche ore dopo, nel pomeriggio del 24 Giugno 2020, i poliziotti intervengono in zona San Paolo e Parco Dora.  Nel primo caso, una cittadina italiana chiama in lacrime il 112: si è accorta che l’ex convivente, verso cui ha sporto appena il giorno prima una denuncia per atti persecutori, la sta seguendo nuovamente. L’uomo, un cittadino italiano, non solo ha sempre avuto un comportamento possessivo e aggressivo, ma anche sempre cercato di convincere amici e parenti negando qualsiasi responsabilità circa i problemi di coppia. Eppure, a causa dei continui litigi, i loro figli sono stati affidati a una comunità per minori, mentre la donna, per sottrarsi alle violenze in famiglia, si è trasferita dalla sorella.
Davanti agli agenti di polizia, lo stalker poi arrestato per atti persecutori, ha parlato della sua “compagna” al presente, non di “ex compagna”, simulando l’esistenza di  un rapporto e giustificando la propria presenza sotto casa come un fatto normale.

Bloccata a casa senza cibo

In zona Parco Dora, invece, è un cittadino straniero a contattare le forze di Polizia: dichiara di essere stato chiuso fuori casa dalla compagna. Non sa, però, che nel frattempo alla Centrale Radio è arrivata la richiesta di aiuto della donna, italiana.  Spiega, in lacrime, di essere bloccata in casa da due giorni perché l’ ex si è appostato sotto casa. Un collega di lavoro della donna conferma di essere stato contattato in mattinata per comprarle qualche cosa da mangiare. Gli accertamenti svolti hanno appurato che l’ultima denuncia per stalking ai danni dell’uomo risale ad appena un paio di giorni prima; le minacce si erano spinte fino a  quella di un omicidio/suicidio (“noi due dobbiamo sempre stare insieme” le aveva detto). La donna si era dunque barricata in casa, lui le aveva citofonato insistentemente numerose volte e tempestata di telefonate (oltre 600) nella notte precedente il definitivo arresto.

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