Due importanti operazioni di allontanamento dal territorio nazionale sono state concluse nell’arco di meno di 24 ore dalla Questura di Torino. Un 59enne albanese, condannato a 12 anni e 4 mesi per un omicidio commesso nel quartiere San Donato, e un 47enne rumeno, condannato per sfruttamento della prostituzione e ritenuto socialmente pericoloso, sono stati rimpatriati nei rispettivi Paesi d’origine.
L’omicidio in via Le Chiuse e il rimpatrio a Tirana
Il primo rimpatrio è stato effettuato il 3 settembre, con un volo decollato da Milano Malpensa e diretto a Tirana. A bordo è stato accompagnato un cittadino albanese di 59 anni, destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Torino e gravato da una condanna a 12 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio.
Il delitto risale al 2014, quando l’uomo, allora 48enne, aveva aggredito la compagna all’interno di un appartamento in via Le Chiuse, nel quartiere San Donato, al culmine di una lite nata dalla volontà della donna di interrompere la relazione. Raggiunta da diversi fendenti all’addome e al torace, la vittima era deceduta in serata all’ospedale Maria Vittoria. Dopo essersi allontanato, l’uomo si era costituito presso il Commissariato San Donato. Lo scorso 24 agosto, a seguito del rifiuto del permesso di soggiorno da parte del Questore Massimo Gambino, l’uomo era stato trattenuto presso il CPR Brunelleschi fino all’organizzazione del volo per l’Albania.
Sfruttamento della prostituzione
Il secondo rimpatrio si è concluso nella serata del 4 settembre con un volo partito dall’aeroporto di Torino verso Bucarest. In questo caso il provvedimento ha riguardato un cittadino rumeno di 47 anni, colpito da espulsione come misura di sicurezza.
L’uomo era stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per sfruttamento della prostituzione (reato commesso nel luglio 2009) e risultava gravato da precedenti per lesioni personali e rapina. Secondo gli accertamenti investigativi, era ritenuto appartenente a gruppi della criminalità organizzata dedicati alla tratta di connazionali, riduzione in schiavitù e violenza sessuale, figurando così come soggetto ad alta pericolosità sociale.
L’azione coordinata della Polizia di Stato
Il 47enne è stato individuato e bloccato dalla Polizia Stradale di Susa. Una volta riscontrata la pendenza della misura di sicurezza, è scattata la procedura d’urgenza coordinata tra la Polstrada segusina, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino e la Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Caselle, che ha consentito l’imbarco immediato verso la Romania.