cronaca

La Polizia di Stato arresta i responsabili di “una spedizione punitiva”

Dopo la lite in discoteca un diciassettenne è stato picchiato e fatto salire nel bagagliaio di un SUV da un gruppo di ragazzi poco più che coetanei

La Polizia di Stato arresta i responsabili di “una spedizione punitiva”

Svolta nelle indagini per il sequestro di un 17enne avvenuto a Torino lo scorso 9 marzo.

La Polizia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa nei confronti di cinque indagati.
Per quattro di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre il quinto è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla parte offesa con applicazione del “braccialetto elettronico”.

I fatti del 9 marzo 2025

Durante le indagini è emerso che nel corso della serata del 9 marzo 2025, uno degli indagati (classe 2006) aveva invitato la vittima ad incontrarsi per chiarirsi, a seguito di una lite avvenuta la notte precedente in una discoteca torinese.

Dell’incontro chiarificatore il giovane informa il padre che, nelle ore successive, contatta alcuni parenti e amici. All’incontro il diciottenne insieme agli indagati e ad altri ragazzi parzialmente travisati e non identificati, organizza una “spedizione punitiva”, colpendo ripetutamente con calci e pugni il minore, facendolo salire con forza dentro il bagagliaio di un SUV.

Il ragazzo viene rinchiuso nel baule della macchina per circa mezzora, per poi essere rilasciato in una strada del quartiere Barriera di Milano, con la minaccia di ripercussioni in caso di denuncia. La vittima, a quel punto, chiama le Forze dell’Ordine e viene trasportata in ospedale.

L’ordinanza

L’ordinanza viene emessa dal Tribunale a seguito di una complessa attività d’indagine, sviluppata grazie alla visione dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona del sequestro, all’ascolto di alcuni testimoni, all’analisi del tabulato delle celle telefoniche nel quartiere dove si sono verificati i fatti e dei tabulati telefonici delle utenze dei soggetti coinvolti nella vicenda.

In particolare, tre degli indagati sono stati rintracciati, il 22 dicembre 2025, dagli investigatori nelle proprie abitazioni; il quarto, già detenuto per altri motivi al carcere “Lorusso e Cutugno”, ha ricevuto la notifica della nuova misura direttamente in cella. Il quinto destinatario di misura si è reso invece al momento irreperibile.