Le indicazioni

Test sierologici: ecco cosa prevede il protocollo

Dopo le richieste di nuove linee nazionali sui sierologici, la Regione ha dato il via libera a un nuovo protocollo.

Test sierologici: ecco cosa prevede il protocollo
Torino, 26 Maggio 2020 ore 17:59

Test sierologici: la Regione Piemonte stabilisce le nuove linee del protocollo

Test sierologici: in arrivo un nuovo protocollo

L’assessore regionale Luigi Genesio Icardi ha sottolineato come fosse necessario adottare un nuovo protocollo:

“In assenza di linee guida nazionali, andava comunque fatta chiarezza sulla gestione degli esiti dei test sierologici a cui sempre più cittadini stanno facendo ricorso, nonostante questi test non abbiano alcun valore diagnostico e siano utili prevalentemente a fini epidemiologici”

Grazie a questa azione combinata tra test sierologico e tampone, la Regione spera in una risposta ‘razionale’, ad unica gestione mediante il filtro territoriale del medico di medicina generale e la rete della piattaforma Covid della Regione Piemonte.

Per Icardi, ancora:

“Parallelamente, proseguiranno gli screening epidemiologici rivolti alle categorie più esposte al contagio. Sono quasi ultimati i test sul personale della Sanità regionale, mentre stanno iniziando quelli sul personale di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Esercito, Vigili del fuoco ed Uffici Giudiziari, in modo da avere una misura sempre più precisa della circolazione del virus sul territorio”

Come si svolgono

Durante il test, se si risulta essere positivi alle IgG, si è considerati ‘sospetti’ di infezione da Covid-19. Il laboratorio provvederà così ad effettuare una segnalazione al medico di famiglia o di riferimento dello studio epidemiologico. Entrano così in atto le misure di prevenzione necessarie. Il referto viene inserito sulla piattaforma Covid-19. Al medico poi toccherà disporre ’isolamento fiduciario dell’assistito mediante l’inserimento della richiesta di tampone sulla stessa piattaforma. Se il tampone derivante dalla positività alle IgG risulterà positivo, l’isolamento verrà trasformato in quarantena e si procederà all’indagine epidemiologica completa da parte del Servizio di Igiene e prevenzione (Sisp) per la ricerca di ulteriori contatti, e tutta la trafila che ormai conosciamo molto bene.

Programmi di screening regionali

La Regione ha già realizzato e ha già in programma di realizzare un piano di screening che prevede l’effettuazione di test sierologici seguiti da tamponi rino-faringeo per tutti i soggetti risultati positivi alle IgG al fine di individuare la fetta di popolazione a maggior rischio. Uno dei compiti che si è data la Regione è quello di accorciare il più possibile i tempi per i risultati, così da essere tempestivi. Il Piemonte ha inoltre aderito al programma di screening sierologico nazionale, organizzato dall’Istituto di Sanità, che coinvolgerà un campione di 8.099 cittadini. Questi ultimi saranno scelti sulla base di criteri prestabiliti e contattati dalla Croce Rossa per effettuare il test sierologico e, in caso di positività ad IgG, il tampone. C’è in oltre la possibilità di effettuare il test ai privati presso laboratori autorizzati, anche se la Regione “sconsiglia” questa modalità.

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