Allarme epidemia

Tamponi Covid: mancano i reagenti

Il coordinatore del Gruppo regionale di indagine sul coronavirus: "Urge un'unità di crisi".

Tamponi Covid: mancano i reagenti
Torino, 15 Ottobre 2020 ore 16:22

Meno di 6.000 tamponi Covid effettuati nella giornata di ieri, mercoledì 14 ottobre, in Piemonte, a fronte di una potenzialità dichiarata, ma mai raggiunta, di 15.000. Anche perché le macchine dei responsi sono sempre più veloci e quindi ci si aspetterebbe un miglioramento della pratica. Evidenzia il problema il coordinatore del Gruppo di indagine sul Covid in Regione Piemonte, Daniele Valle.

Daniele Valle

Riaprire l’unità di crisi h24

“I numeri di questi giorni – sottolinea – certificano che il sistema è in forte difficoltà e che occorre riaprire l’unità di crisi 24 ore su 24. Gli ospedali necessitano di coordinamento continuo sulla gestione della pandemia e dei ricoveri: tra poche settimane, se il trend non si arresta, saremo in crisi”.

La Giunta regionale ha dichiarato nei giorni scorsi una capacità di 15.000 tamponi Covid al giorno. Purtroppo però questa soglia non è stata raggiunta e adesso servirebbe uno sforzo ulteriore per fronteggiare questa seconda preoccupante ondata di contagi.

Carenza di reagenti

In questo documento si fissa a 12.000 l’obiettivo, ancora da raggiungere, precisando che i laboratori del Servizio sanitario regionale sono capaci di arrivare a 6500 tamponi. Ma per la carenza di reagenti, sempre secondo il Dipartimento Interaziendale Malattie ed Emergenze Infettive, la capacità va considerata dimezzata del 50%.

“Si arriva a 12.000 ricorrendo al privato per 3500 tamponi (convenzionandosi però per 5000) e ai due nuovi laboratori di Novara e La Loggia, che hanno un potenziale di 1000 cadauno mai ancora raggiunto” conclude Daniele Valle.

Ieri si è toccato il fondo

E subito l’opposizione politica in Regione ha preso la palla al balzo per attaccare la Giunta.

“Con 5967 tamponi, la metà della Toscana, un terzo dell’Emilia Romagna e un quarto del Veneto, il Piemonte dimostra tutta la sua fragilità – hanno commentato i piani alti del Pd -. Non è solo il numero assoluto che colpisce, ma anche la straordinaria incidenza di positivi: 499, il 10% dei tamponi effettuati, contro il 2% dell’Emilia, il 3% del Veneto e il 5% della Toscana”.

In Piemonte, dunque, si fanno meno tamponi Covid di controllo e ci si ammala di più. Una situazione a dir poco preoccupante.

“Il virus qui circola troppo”

“Vuol dire che da noi il virus sta circolando in maniera incontrollata – proseguono gli esponenti del centrosinistra -. D’altronde anche i dati dei ricoveri lo indicano: a pari popolazione e numeri simili di ricoverati in terapia intensiva, il Piemonte ha 562 ricoverati non intensivi, contro i 383 dell’Emilia, i 229 della Toscana e i 271 del Veneto”.

Qualcosa non funziona

C’è poi un altro dato che preoccupa e che bisognerebbe spiegare: l’incremento delle persone messe in isolamento domiciliare è basso. Inferiore addirittura all’incremento giornaliero delle persone contagiate. Ma se il contact-tracing serve a interrompere la catena di trasmissione, anche questo dato dice che c’è qualcosa che non funziona. Sicuramente la bassa percentuale di adesione allo scaricamento della app Immuni gioca un ruolo non secondario. Va anche detto che in alcuni casi la stessa app viene considerata quasi come un toccasana e si attende passivi, mentre invece bisognerebbe consultarla tutti i giorni.

Tempi troppo lunghi

Di sicuro ci sono tempi sempre di più lunghi tra identificazione di un caso positivo e l’indagine epidemiologica sui suoi contatti stretti. Molto spesso si arriva alla fine del periodo di quarantena con la conseguenza che il virus ha continuato a girare. Non basta, quindi, potenziare la rete dei laboratori, ma anche la rete del personale sanitario che opera sul territorio. I Servizi di igiene e sanità pubblica non sono più in grado di rispondere o di rispondere in tempi ragionevoli.

“Martedì – conclude Valle – ci aspettiamo finalmente un’informativa chiara. Il Consiglio regionale e i cittadini piemontesi, oltre agli slogan e alle promesse, meritano la massima trasparenza”.

Ma l’assessore regionale alla partita Matteo Marnati ha replicato gettando acqua sul fuoco:

“L’Asl di Torino ha sempre rispettato la quantità di tamponi giornaliera concordata e nei prossimi giorni aumenterà la capacità di analisi grazie ad un nuovo macchinario. Verrà anche assunto di nuovo personale ed è in programma l’acquisto test antigenici rapidi”.

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