Studenti in protesta a Torino contro il riarmo europeo
Nel mirino ci sono la Nato, Confindustria e politici.

Questa mattina, venerdì 4 aprile 2025, un folto gruppo di giovani studenti sono scese per le vie del centro di Torino contro il riarmo europeo. A promuovere la giornata di mobilitazione il Fronte della Gioventù Comunista (Fgc).
Nato, Confindustria, politici nel mirino
Nel mirino ci sono la Nato, Confindustria e politici. In testa al corteo lo striscione "Soldi alla formazione non alla guerra". Nel corso c'era un manichino con una foto del ministro Valditara con in testa un elmetto e un cartonato che rappresenta un asino con la scritta "Bernini somara".
"Siamo qui per fermare il genocidio in Palestina, per fermare il processo di aziendalizzazione delle scuole, ma anche perché è sorto un nuovo problema che noi viviamo sia come figli di lavoratori che come studenti, ovvero la nuova dinamica del riarmo, che comunque è una retorica che il nostro governo, così come praticamente tutti i governi europei, stanno portando avanti e a cui noi chiaramente ci opponiamo", spiega Caterina Mansueto, presidente della consulta provinciale degli studenti di Torino.
"Mancano soldi alla scuola, le scuole crollano, gli studenti vengono mandati in alternanza e come poche settimane fa uno studente si è fatto male perché è rimasto incastrato in un macchinario e quindi chiaramente - aggiunge -. Noi non possiamo continuare a vivere queste condizioni, sapendo che la prospettiva del governo è quella di investire sempre più in armi".
Corteo partito dopo le 10
Il corteo è partito poco dopo le 10.30 e una serie di mezzi pubblici, ha fatto sapere l'azienda locale, Gtt. Dalle 9 intanto è stata chiusa la stazione della metropolitana di Porta Susa, mentre a Porta Nuova è stato chiuso il collegamento tra la stazione ferroviaria e quella della metropolitana, su richiesta delle autorità.

