manifestazione pacifica ma non senza rabbia

“Siamo a terra: chiediamo rispetto morale e intellettuale”il flash mob di Piazza Carignano

Il flash mob è stato organizzato a livello nazionale da Fipe per lanciare un grido d'allarme per la gravissima crisi che ha colpito i pubblici esercizi.

“Siamo a terra: chiediamo rispetto morale e intellettuale”il flash mob di Piazza Carignano
Cronaca Torino, 28 Ottobre 2020 ore 15:34

Decine di persone hanno partecipato, questa mattina in Piazza Carignano a Torino, al flash mob organizzato a livello nazionale da Fipe per lanciare un grido d’allarme per la gravissima crisi che ha colpito i pubblici esercizi.

Chi ha partecipato al flash mob

C’erano baristi, ristoratori, pasticceri e gelatai seduti a terra per rappresentare la condizione attuale. Toni pacati ed educati ma la rabbia è comunque tanta perché la situazione è decisamente allarmante, come ha spiegato il presidente di Epat (Associazione Pubblici esercizi di Torino) Alessandro Mautino, un terzo del fatturato annuale globale si è perso (30 miliardi di euro).

 

Cosa perderà l’Italia

Ma oltre all’aspetto economico ci sono altri aspetti da considerare: come il ruolo sociale, culturale e turistico che queste attività rappresentano per l’Italia e per ognuno di noi (basti pensa ai ricordi che ci legano a certi luoghi): è probabile che moltissime aziende non esisteranno più dopo la pandemia e questo sarà un danno incalcolabile per tutto il Paese. Un prezzo alto da pagare per un settore che spesso viene incriminato quando ormai si sa che la maggioranza dei contagi avviene sui mezzi pubblici.


 

 

La richiesta

Oltre alla rabbia c’è anche lo sconforto (non si dimenticare i tantissimi ristoratori che si sono tolti la vita sotto il peso del lockdown) di chi rispetta le leggi, paga le tasse eppure si sente abbandonato. Gli aiuti quindi servono e sono ben accetti ma andrebbero accompagnati da un massiccio abbattimento dei costi di locazione e delle imposte locali. Infine, c’è un altro aspetto preoccupante: il Natale sempre più vicino. L’ipotesi di un lockdown significherebbe far morire tutto negozi, ristorazione e hotel.

 

 

 

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