149 baracche demolite

Sgomberato campo rom di via Germagnago: Giunta Cirio frena sulla soddisfazione della Appendino

"Il Comune di Torino ha però deciso di portare avanti politiche di assistenzialismo non concordate, come quella che vede un'erogazione di mille euro per abbandonare il campo" ribatte Regione Piemonte.

Sgomberato campo rom di via Germagnago: Giunta Cirio frena sulla soddisfazione della Appendino
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E' stato attuato il decreto di sequestro preventivo del Tribunale di Torino, emesso nell’ottobre 2016 per il recupero dello spazio. Grande soddisfazione della sindaca Appendino che finisce nel mirino di FdI e della Giunta Cirio.

Sgomberato il campo rom

Il campo rom di via Germagnano, abusivo da oltre 20 anni, si era progressivamente ampliato con l'andare del tempo. A raccontare come è stato gestito lo sgombero è la sindaca Chiara Appendino.

"Conflitti non ce ne sono stati. Le famiglie occupanti erano preparate all’allontanamento e sapevano che, con questa Amministrazione, al campo abusivo si sarebbe messa la parola fine. Le immagini ci sono e ci saranno ma, ogni volta, sarà bene tenere a mente che si tratta di un’operazione per la Città e non contro le persone. Non lo abbiamo fatto perché crediamo che di sfruttare immagini al fine di alimentare odio, in rete o altrove, non ci sia bisogno. Non lo abbiamo fatto perché tra fatti e slogan preferiamo i fatti. Complessi, delicati, a volte dolorosi. Ma gli unici che possono risolvere davvero i problemi dei cittadini. Ricordo bene, all’inizio del nostro mandato, la presentazione nella Sesta circoscrizione il Progetto Speciale Campi Rom. Ricordo il comprensibile scetticismo dei presenti, ormai abituati a parole e promesse mai mantenute. E ricordo anche quando gli animi iniziarono a scaldarsi, prova della delicatezza del tema. Oggi, finalmente, possiamo dire che quello del campo rom di via Germagnano è un capitolo chiuso per Torino. Ma possiamo ribadire con certezza un altro punto: la politica dei ghetti non funziona. Sperare che un problema rimanga circoscritto a un’area dove gli si permette di proliferare lavandosene le mani, pensando che da lì non si muoverà mai è un fallimento non solo solo politico ma anche sociale."

https://www.facebook.com/chiara.appendino.torino/posts/3564600016883922

Dove sono stati trasferiti gli abitanti?

La prima cittadina pentastellata ha spiegato:

"Dal punto di vista delle persone che occupavano il campo, secondo l’attento monitoraggio della Polizia Municipale, con un censimento pressoché quotidiano, alla data del 17 aprile 2020 erano presenti 170 famiglie e un egual numero di manufatti. Per un totale di 404 persone, di cui 94 minori. Come ormai è noto e hanno spesso raccontato anche gli organi di stampa, gli uffici della Città sono sempre stati presenti all’interno del campo per confrontarsi con gli occupanti e per informarli che il momento del superamento del campo sarebbe arrivato in tempi brevi. Ecco che, alla data del 10 luglio 2020, le persone presenti nel campo erano scese spontaneamente a 212 (di cui 41 minori). Delle 170 famiglie presenti, 97 si sono allontanate senza richiesta di incentivo, mentre 73 hanno richiesto l’incentivo. Tutti hanno sottoscritto un impegno di allontanamento dall’area. Si tratta per la maggior parte di Rom romeni: molti di loro sono tornati in patria. Altri si sono dimostrati disponibili a proseguire un percorso con i servizi sociali, che preveda da parte della famiglia specifici doveri, a partire dall’istruzione dei minori. Per cui c’è stata, a prescindere, la massima tutela."

Le 149 baracche presenti, dopo l'allontanamento, sono state demolite.

Monitoraggio per evitare nuovi insediamenti

La polizia municipale effettuerà una costante attività di monitoraggio per verificare il formarsi di nuovi insediamenti abusivi. Al momento un nucleo si è ubicato in via temporanea nell'area di sosta di piazza d'Armi, in attesa di trasferirsi non appena sarà disponibile una nuova struttura abitativa.

Polemiche della Giunta Cirio

Non condivide i toni trionfalistici la Giunta Cirio:

"Era intenzione della Regione Piemonte lavorare per un superamento dei campi nomadi presenti sul territorio e per questo abbiamo firmato un protocollo d’intesa. Il Comune di Torino ha però deciso di portare avanti politiche di assistenzialismo non concordate, come quella che vede un'erogazione di mille euro per abbandonare il campo di via Germagnano. Strategia che vede ora i nuclei familiari allontanati dal campo accampati in piazza D’Armi o in altre zone di Torino. Una gestione unilaterale del problema da parte del Comune non combacia con l’accordo firmato e mette in discussione il contributo economico che la Regione Piemonte avrebbe dovuto erogare".

Questo il commento dell'assessore regionale all'immigrazione, Fabrizio Ricca.

I progetti per la riqualificazione

Proseguiremo con il monitoraggio e le iniziative del caso per impedire nuovi fenomeni stabili di accampamento abusivo. Dal punto di vista ambientale il ripristino dell’area si dividerà in tre fasi:
– Rimozione delle baracche
– Caratterizzazione dei rifiuti
– Rimozione dei rifiuti.
Successivamente si procederà all’analisi del terreno e alle operazioni di bonifica dell’area.

Fa sapere Chiara Appendino.

 

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