Il caso

Sfregiate otto pietre d’inciampo, lo sdegno della politica

Unanime condanna. Il Ministro Zangrillo: "Segnali gravissimi di un clima che non possiamo sottovalutare"

Sfregiate otto pietre d’inciampo, lo sdegno della politica

“A Vanchiglia, in piazza Santa Giulia, sono state danneggiate le otto Pietre d’Inciampo posate lo scorso febbraio per ricordare le vittime dell’Ospizio Israelitico deportate e uccise dal nazifascismo. Un’azione consapevole che prende di mira nomi, biografie, esistenze precise: Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim“.

Alice Ravinale, capogruppo AVS in Consiglio Regionale, Sara Diena, capogruppo SE in Comune,  e Ilaria Genovese,  capogruppo SE di Circoscrizione 7, non usano mezzi termini per definire quanto avvenuto a Torino.

Sfregiate otto pietre d’inciampo, lo sdegno della politica

A dare la notizia Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7:

“Piazza Santa Giulia,vandalizzate le pietre di inciampo

Riecco qualche idiota in giro per Vanchiglia che in questi giorni ha vandalizzato le 8 Pietre di Inciampo collocate il 3 febbraio di quest’anno in piazza Santa Giulia dove era presente l’Ospizio Israelitico demolito al termine della seconda guerra mondiale per ricordare Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim.

Le Pietre d’Inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig commemorano le vittime del nazionalsocialismo attraverso piccole targhe d’ottone collocate davanti alle loro ultime abitazioni.

Questo atto, compiuto per cancellare la memoria, non farà altro che rafforzare i nostri ideali di libertà e di pace.

Un gesto vile che speriamo possa essere stato ripreso dalle molte telecamere presenti in zona”.

AVS: “Una terribile storia della furia antisemita del nazifascismo”

“Una terribile storia della furia antisemita del nazifascismo – proseguono Ravinale, Diena e Genovese –  a lungo dimenticata dalla nostra città, riportata alla luce dallo storico Nicola Adduci, che come Sinistra Ecologista nel 2023 avevamo voluto contribuire a rendere patrimonio comune anche con la proposta di intitolazione – proposta insieme a Nadia Conticelli – del giardino in via Ghedini, in circoscrizione 6, dove sorgeva l’ospizio da cui alcune di quelle persone, insieme ad altre 14 donne anziane e malate, vennero definitivamente deportate verso Auschwitz.
Questo gesto si inserisce in una sequenza che non può più essere ignorata. A pochi giorni dall’incendio della targa partigiana di Largo Montebello, colpire ancora simboli della memoria e dell’antifascismo indica una direzione chiara: intimidire, sporcare, normalizzare l’odio.
Serve una risposta chiara e collettiva, come già avvenuto una settimana fa per la lapide ai partigiani: istituzioni presenti, responsabilità accertate, ma soprattutto una comunità che non arretra di un passo.
È, infine, un paradosso che fa male constatare che nel quartiere più militarizzato d’Italia, a un isolato da dove sono posizionati per guardare un immobile vuoto da quattro mesi jersey e camionette, non si riescano a fermare questi odiosi attacchi alla memoria.
A chi pensa di poter agire nell’ombra e nell’impunità diciamo una cosa semplice: ogni nome che provate a cancellare tornerà a essere pronunciato più forte. Ogni segno che provate a distruggere verrà ripristinato, curato, difeso”.

Zangrillo (FI): “Segnali gravissimi di un clima che non possiamo sottovalutare”

«Gli sfregi alle pietre d’inciampo in piazza Santa Giulia a Torino – ha dichiarato  Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione – sono segnali gravissimi di un clima che non possiamo sottovalutare. Cancellare i nomi delle vittime della persecuzione nazista significa imbrattare con l’odio la memoria, la storia e i valori fondanti della nostra comunità nazionale. Un insulto che ferisce ogni cittadino che si riconosca nei principi della democrazia. Le pietre d’inciampo rappresentano un presidio civile e culturale che tiene viva la coscienza collettiva del nostro Paese. Colpirle significa evocare le pagine più buie della nostra storia. La memoria è la nostra coscienza civile, non si può cancellare, va amata, curata, rispettata. Sempre. E allora gesti ignobili come questi devono rafforzare ancóra il nostro impegno civile, istituzionale per trasmettere anche ai più giovani i valori della storia, del rispetto e della convivenza civile».

Rosso e Fontana (FI): “Memoria deturpata”

« Le pietre d’inciampo imbrattate nel cuore di Torino non sono semplici atti vandalici o bravate da teppisti, ma un gesto ignobile e vigliacco che colpisce al cuore la memoria storica delle vittime della ferocia nazifascista», dichiarano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.
«Quelle pietre – aggiungono – non sono solo ottone e cemento: sono monumenti vivi alla memoria di vite spezzate, di famiglie annientate e di un orrore che l’umanità ha giurato di non ripetere mai più. Oltraggiarle significa voler cancellare la storia e calpestare i valori di libertà su cui poggia la nostra Repubblica.
Siamo di fronte a segnali inquietanti di un antisemitismo strisciante che torna a rialzare la testa e che va estirpato senza esitazione.
Difendere quelle pietre significa difendere la nostra storia, la nostra libertà e il nostro futuro».

Rossomando: “Grave atto vandalico”

Per Anna Rossomando, vicepresidente del Senato (PD), “L’imbrattamento delle pietre di inciampo di piazza Santa Giulia è l’ennesimo grave atto vandalico a Torino. Se si tratta di un tentativo di cancellare vigliaccamente un pezzo di memoria per noi fondamentale, affinché l’orrore di quei fatti non si ripeta mai più, non lo permetteremo”.