Mazzé, Rondissone, Saluggia e Carmagnola

Scorie nucleari: sindaci e agricoltori si mobilitano

Prime reazioni (negative) alla notizia-shock del deposito di rifiuti radioattivi da costruire su un'area di 515 ettari

Scorie nucleari: sindaci e agricoltori si mobilitano
Cronaca Torino, 07 Gennaio 2021 ore 11:02

Scorie nucleari fra Mazzé e Rondissone: i sindaci dei territori coinvolti iniziano a muoversi. E gli agricoltori faranno “da sponda” per tentare di evitare in extremis l’insediamento “TO10” voluto dal Ministero.

Scavalcati da un annuncio-shock

I sindaci si sentono cavalcati da un annuncio a sorpresa, amareggiati per il rischio di cancellare in un colpo anni di promozione territoriale e di investimenti sui prodotti locali. Questo in sintesi quanto è emerso dall’incontro convocato d’urgenza dalla Città metropolitana di Torino con i primi cittadini dei siti ricompresi nell’elenco  pubblicato da Sogin, società pubblica di gestione del nucleare, dopo il nullaosta del Governo sulle pagine del sito www.depositonazionale.it. Tra le 67 le località selezionate in Italia dove esistono le condizioni tecniche per realizzare gli impianti, 4 sono sul territorio metropolitano torinese: Rondissone, Mazzè, Caluso e Carmagnola. Martedì 5 gennaio 2021 i sindaci Ivana Gaveglio (Carmagnola) Maria Rosa Cena (Caluso) Marco Formia (Mazzé)  e Antonio Magnone (Rondissone) con Claudio Castello (Chivasso) Francesco Principi (Villastellone) e Angelita Mollo (Poirino) incontrando online il vicesindaco metropolitano Marco Marocco hanno ribadito la preoccupazione che queste scelte possano avere ricadute sulle popolazioni. Si tratta di amministrazioni comunali che negli anni hanno investito molto sui rispettivi territori per dare valore alle produzioni locali.  Comuni di Carmagnola e Chivasso si stanno già muovendo per indire sedute aperte dei rispettivi Consigli comunali.

Il fronte unito con gli agricoltori

Anche gli agricoltori piemontesi sono sul piede di guerra. La Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) si è detta molto preoccupata dall’individuazione dei siti per il deposito nucleare.

“Prendiamo atto che si è agito come se l’agricoltura non esistesse – il rimprovero del presidente Gabriele Carenini – Nessuna considerazione per  coltivazioni di pregio come l’Erbaluce del Canavese e il Peperone di Carmagnola Igp, nessuna attenzione al consumo del suolo, tema centrale della tutela ambientale. Queste scelte sono inaccettabili e ci batteremo fino in fondo per far valere le ragioni degli agricoltori. Negli anni la campagna del Piemonte ha già dovuto pagare un prezzo altissimo agli insediamenti e alle emergenze che impattano sull’ambiente, non si può accettare che gli agricoltori non vengano nemmeno informati su scelte che stravolgeranno il loro territorio. Il deposito delle scorie nucleari vuol dire tarpare le ali a imprese agricole che hanno investito tutto sulla qualità e i prodotti dell’eccellenza piemontese».

Anche Legambiente contraria

Anche Legambiente si sta organizzando per opporsi a questa ipotesi. Ecco la posizione degli ambientalisti:

“Il documento Cnapi individua in Piemonte 8 siti (due in provincia di Torino e 6 in provincia di Alessandria). È necessario imbastire, partendo dai dati dei rapporti Sogin, un percorso trasparente ed un dialogo completo con tutti i soggetti territoriali: istituzioni, associazioni, cittadini, tecnici e comunità scientifica. Abbiamo 60 giorni per portare le osservazioni. Lo faremo come sempre basandoci su oggettività scientifiche, in tutela del nostro territorio, delle sue specificità e senza forzature”.

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