Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato della Questura di Torino, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha notificato il decreto di fissazione dell’interrogatorio preventivo emesso dal G.I.P. nei confronti di militanti antagonisti. La misura fa seguito alla richiesta del Pubblico Ministero di applicazione di 19 misure cautelari, a vario titolo, per i reati di resistenza aggravata e lesioni a Pubblico Ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa, rapina e tentato omicidio. Gli atti sono stati notificati con l’ausilio degli omologhi uffici di Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia.
Gli scontri del 31 gennaio e l’attacco in corso Regina Margherita
Le accuse si riferiscono ai gravi disordini avvenuti in occasione della manifestazione nazionale per lo sgombero del centro sociale Askatasuna, svoltasi il 31 gennaio 2026. In quella circostanza, oltre mille manifestanti, la maggior parte dei quali completamente travisati e vestiti di nero, hanno deviato dal percorso preavvisato per dirigersi verso lo stabile al civico 47 di corso Regina Margherita.
I partecipanti hanno attaccato per circa due ore la forza pubblica dislocata a protezione dell’immobile, lanciando pietre, bottiglie, artifizi esplodenti e altri oggetti contundenti e creando barricate infuocate per bloccare l’avanzata dei contingenti. Gli scontri hanno causato il ferimento di 103 appartenenti alle Forze dell’Ordine, con prognosi fino a 100 giorni.
I mezzi incendiati e i danni in città
Durante le azioni violente, i manifestanti hanno dato alle fiamme un mezzo del Reparto Mobile di Torino a bordo del quale si trovava un agente di Polizia, e hanno aggredito con calci e colpi di martello un altro operatore dopo avergli sottratto il casco e lo scudo in dotazione. Nel corso dei disordini sono stati inoltre danneggiati numerosi esercizi commerciali, condomini, autovetture private, banche, arredi urbani e cassonetti.
In concomitanza con la notifica dei decreti di interrogatorio preventivo, le forze dell’ordine hanno eseguito 14 perquisizioni domiciliari delegate dall’Autorità Giudiziaria.