Il caso

Scontri del 1° Maggio a Torino, le reazioni della politica

Interventi di Zangrillo e Binzoni: Ravello (FdI): “A Torino violenza cercata e voluta. Chi sfila con i centri sociali copre e giustifica la guerriglia urbana”

Scontri del 1° Maggio a Torino, le reazioni della politica

Non si sono fatte attendere le reazioni della politica agli scontri avvenuti ieri a Torino durante il corteo del Primo Maggio.

Scontri del 1° Maggio a Torino, le reazioni della politica

ZANGRILLO: “ANCORA UN ASSALTO ORGANIZZATO CONTRO LO STATO: QUESTO È IL DNA DI ASKATASUNA”

«“Inizia l’assedio, inizia la guerriglia”: parole gravissime che non lasciano spazio a interpretazioni e che descrivono con brutale chiarezza il clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino», dichiara Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue:

«Ancora una volta, nel giorno dedicato al lavoro e ai lavoratori, i soliti professionisti del disordine hanno trasformato Torino in un teatro di scontri, aggredendo barbaramente le Forze dell’Ordine.

Il DNA di Askatasuna è questo: non confronto, non partecipazione, ma scontro, intimidazione e violenza sistematica. L’ambiguità dell’amministrazione Lo Russo ha alimentato negli anni un clima pericoloso, fatto di tolleranza verso chi vive nell’illegalità e disprezza le regole.

Chi ancora oggi, anche all’interno della sua Giunta, giustifica o minimizza questi comportamenti si assume una responsabilità politica gravissima.

Il contrasto è sotto gli occhi di tutti: mentre il Governo lavora per creare e rafforzare l’occupazione, c’è chi continua a distruggere, a seminare odio e a colpire chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini.

A queste persone diciamo con fermezza che lo Stato non arretra, anzi sarà sempre più inflessibile: la legalità non è negoziabile.

Piena solidarietà alle donne e agli uomini in divisa, vittime anche oggi di una violenza vile e inaccettabile», conclude il ministro Zangrillo.

BINZONI (FDI): “SVILITO IL SENSO DEL 1° MAGGIO DAI SOLITI ANTAGONISTI CHE SI SONO ESIBITI NEL CONSUETO STUPIDARIO DI SLOGAN QUALUNQUISTI E ATTACCHI ALLA POLIZIA”

 “Questo 1° Maggio doveva essere un momento di riflessione dedicato al tema del lavoro in Italia, invece i soliti antagonisti e scioperati hanno preferito svilirne il significato, dando vita al consueto stupidario di slogan buttati a caso e attacchi alla polizia. Il bello è che c’è ancora qualcuno che li sostiene politicamente: la cosa ha francamente dell’incredibile”. Così la vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Alessandra Binzoni.

Come nelle occasioni passate, numerose le associazioni che a vario titolo hanno presenziato o sostenuto la contro-manifestazione. “Dalle bandiere No-tav, a quelle della Palestina, dagli slogan in favore dei gitanti della Flotilla a quelli contro la guerra o contro il governo: un minestrone qualunquista senza logica e senza idee – prosegue Binzoni. – Anche questa volta, il solo fine è venire alle mani con i poliziotti, che invece di poter trascorrere una giornata di festa, magari con le loro famiglie, sono stati costretti a fare da bersaglio ai lanci di bottiglie e di oggetti di vario genere da parte di questi violenti a cui dei diritti dei lavoratori o del senso della giornata del 1° maggio non frega assolutamente niente. Agli agenti impiegati oggi va tutta la nostra solidarietà e tutta la nostra stima”.

Primo Maggio, Ravello (FdI): “A Torino violenza cercata e voluta. Chi sfila con i centri sociali copre e giustifica la guerriglia urbana”

“Ma quale ‘spezzone sociale’: sfilare con i centri sociali diventa, di fatto, una copertura volontaria della guerriglia urbana”. Così Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte, sugli scontri davanti ad Askatasuna tra Polizia e antagonisti a margine del corte del Primo Maggio.

“Non è più accettabile il copione del finto stupore e delle condanne di rito che seguono puntualmente gli scontri. Organizzatori e partecipanti continuano a fingere di non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti. Anche le reazioni di facciata come quella del Sindaco Stefano Lo Russo sono ormai prive di credibilità. La realtà – continua Ravello – è evidente: esiste un sodalizio radicato tra protesta e violenza”.

“Non c’è nulla di pacifico in chi marcia a braccetto con l’antagonismo più estremo e sovversivo. Chi sceglie di stare in quei cortei ne accetta consapevolmente dinamiche e conseguenze. È paradossale che nel corteo dei lavoratori trovino spazio i soliti ‘figli di papà’ che probabilmente non hanno mai conosciuto il lavoro. Una distorsione – aggiunge Ravello – che svuota di significato una giornata simbolo di diritti e dignità”.

“Torino – conclude Ravello – si conferma teatro dell’ennesimo episodio di odio e di attacco allo Stato. Non si può più tollerare che violenza e illegalità vengano sistematicamente giustificate o minimizzate. Serve una presa di posizione netta, senza ambiguità, da parte di tutti. Il tempo delle giustificazioni è finito: chi sta con la violenza ne è complice. Un ringraziamento va alle Forze dell’Ordine che, con consueta professionalità e coraggio, hanno evitato il peggio”.