Sanità

Sciopero nazionale degli infermieri lunedì 2 novembre 2020

Gli aderenti piemontesi al Nursing Up incroceranno le braccia per 24 ore in segno di protesta contro le rimostranze politiche e governative.

Sciopero nazionale degli infermieri lunedì 2 novembre 2020
Cronaca Torino, 30 Ottobre 2020 ore 16:46

Sciopero nazionale di infermieri e professionisti della sanità in programma lunedì 2 novembre. Gli aderenti piemontesi al Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, incroceranno le braccia per 24 ore in un’agitazione, che si terrà in tutte le regioni, resa necessaria dal fatto che la politica italiana continua a ignorare a tutti i livelli le rivendicazioni di questa categoria lavorativa, estremamente fondamentale in un momento così delicato a causa dell’emergenza Covid-19.

Sciopero nazionale degli infermieri

Il segretario regionale del Piemonte del Nursing Up, Claudio Delli Carri, lunedì 2 novembre sarà in piazza Castello a partire dalle ore 10, davanti alla Prefettura, assieme a tanti colleghi infermieri e professionisti della sanità piemontesi che interverranno, nel rigoroso rispetto del distanziamento e di tutte le norme di sicurezza anti Covid, per denunciare la necessità di avere rispetto:

“Oggi è venuto il momento di dimostrare la nostra dignità alzando la voce. Incrociare le braccia non è un segno di resa, ma è una vera e propria ribellione responsabile verso chi irresponsabilmente non ha ascoltato le nostre giuste rivendicazioni, che da anni andiamo ripetendo: le nostre sono necessità irrimandabili che si sono acuite in questo periodo così difficile. Ci rendiamo perfettamente conto della criticità del momento, ma non abbiamo alternative. Dobbiamo far capire come un giorno solo senza infermieri, con centinaia di migliaia di prestazioni infermieristiche che verranno a mancare in 24 ore, possano essere un monito che, ci auguriamo, tutti i politici e coloro che ci hanno chiamati ‘eroi’ possano comprendere. Perché inizino a considerarci come professionisti ed a rispettarci come tali”.

Nell’arco della mattinata il segretario regionale del Nursing Up, salirà dal Prefetto di Torino per ribadire, al rappresentante del Governo della regione, le imprescindibili esigenze degli infermieri e dei professionisti della sanità.

Le rivendicazioni di Nursing Up

Nursing Up si scaglia direttamente contro le rimostranze politiche e governative, accusate di aver ignorato a tutti i livelli le rivendicazioni di infermieri e professionisti della sanità:

“Da giorni ripetiamo la necessità di provvedere a nuove assunzioni, subito, con contratti dignitosi e non per due o tre mesi. Da giorni, settimane e mesi, ripetiamo che la nostra dignità non può essere costantemente irrisa da promesse, parole e rassicurazioni mai mantenute su contratti, su aumenti strutturali delle buste paga, e sul ruolo degli infermieri che sono professionisti preparati, laureati, e coraggiosi baluardi negli ospedali impegnati ogni giorno a lottare faccia a faccia con il coronavirus e contro tutte le alte malattie, con l’unico obbiettivo di fornire la migliore prestazione possibile per i pazienti”.

Secondo il sindacato di infermieri e professionisti della sanità, i dati dei contagi in aumento durante questa seconda ondata, l’iper-afflusso ai Pronto Soccorso, il crescente numero di positivi tra gli operatori sanitari, le difficili condizioni di lavoro e le retribuzioni più basse d’Europa verso questa categoria lavorativa, si sarebbero potute evitare o attenuare se il Governo avesse ascoltato il loro grido d’aiuto e le loro proposte.

Maggior coinvolgimento nelle scelte organizzative

Noi ribadiamo la necessità di un maggiore coinvolgimento nelle scelte organizzative, di una contrattazione che porti una volta per tutte ad un adeguamento strutturale del nostro stipendio, pretendiamo maggiore sicurezza sul lavoro, il riconoscimento della malattia professionale, l’imprescindibile necessità di assunzioni con contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato per almeno tre anni in modo da creare turnazioni che siano gestibili”.

Si tratta di azioni concrete che, ancor prima della pandemia, si sarebbero dovute attuare all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, il quale, ad oggi, deve fare i conti con una carenza di almeno 3000 infermieri in Piemonte e 50000 in Italia.

“Consigliamo a tutti i politici a tutti i governatori e ai ministri di farsi un giro nei pronto soccorso in queste ore per vedere la disperazione negli occhi di pazienti costretti ad attendere ore, se non giorni, in una barella e quella dei colleghi, stremati fisicamente e psicologicamente, dalle condizioni di lavoro che sono tornate difficilissime e dalla responsabilità che sentono verso i pazienti. In una parola noi chiediamo rispetto“.

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