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Ragazzino del torinese ai domiciliari, giocava ai videogame e intanto scriveva ad altri utenti: "Mi alleno ad uccidere nella vita reale"

Si è scoperto che faceva parte di un ampio network dal chiaro orientamento violento ed antisemita

Ragazzino del torinese ai domiciliari, giocava ai videogame e intanto scriveva ad altri utenti: "Mi alleno ad uccidere nella vita reale"
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I Tribunali per i Minorenni di Salerno e Torino hanno disposto misure cautelari di "permanenza a casa" a carico di due ragazzini che facevano parte del network Sturmjager Division, attivo in almeno in sei Paesi europei (Belgio, Lituania, Croazia, Romania, Germania ed Italia), attraverso il quale venivano diffusi contenuti antisemiti, xenofobi e apologetici del nazismo.

Le indagini

Gli investigatori della Digos e della polizia postale di Torino, coordinati dalla Procura dei Minori del capoluogo piemontese, si sono concentrati sulle attività online di un ragazzino di 18 anni che mentre giocava ai videogame chattava con altri utenti online, affermando che si stava allenando per ammazzare la gente nella vita reale. Il giovane è anche accusato di aver creato un gruppo Telegram di esplicito orientamento nazifascista, razzista, omofobo e antisemita.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati, oltre al pc ed il cellulare, repliche di armi softair, un pugnale con impressi effigi e simboli del nazismo.

Le chat del Sturmjager Division

Le chat del network Sturmjager Division erano caratterizzate da una forte proiezione alla violenza nonché dal ricorso ai simboli come la svastica  e il sole nero, gli utenti si dichiaravano disponibili  a commettere reati nel nome delle ideologie professate e a colpire ebrei, musulmani e chiunque fosse considerato di "razza inferiore", non solo: nelle conversazioni online venivano pubblicate istruzioni per la fabbricazione di armi, in particolare ordigni, bombe molotov e sostanze chimiche corrosive.

 

Foto di copertina: Onur Binay su Unsplash

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