Tra loro anche Piemontesi

Ragazzi bloccati a Malta: in 150 in quarantena e "abbandonati"

Solo 9 su 160 sono risultati negativi al tampone.

Ragazzi bloccati a Malta: in 150 in quarantena e "abbandonati"
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Non è ancora terminata l’odissea dei ragazzi minorenni bloccati a Malta in quarantena e rimpatriati venerdì sera: solo 9 su 160 sono risultati negativi al tampone. Per tutti gli altri, tra cui almeno tre piemontesi, isolamento in covid Hotel. Le famiglie lamentano però scarsa pianificazione e l’assenza di referenti ufficiali.

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Minorenni bloccati a Malta e rimpatriati

Ragazzi e famiglie credevano fosse la fine della disavventura. Venerdì sera a Roma i genitori sono accorsi da tutta Italia per recuperare i figli che a Malta erano risultati positivi al Covid, convinti di ultimare la quarantena a casa. Dopo il volo sanitario e il trasferimento in autobus, i ragazzi sono stati sottoposti a tampone molecolare con le famiglie in attesa per ore in un parcheggio assistiti da psicologi dell’emergenza offerti dalla Protezione Civile.

Nuova quarantena in Covid Hotel

Solo sabato pomeriggio gli esiti del tampone sono stati comunicati ai ragazzi, tra i quali anche diversi minorenni, e poi ai genitori: di questi solamente 9 su 160 sono risultati negativi.

I positivi sono quindi stati trasferiti in un Covid Hotel dove resteranno fino a negativizzazione, e dove sono sottoposti a tampone ogni 72 ore. E lì che i genitori hanno scoperto che non sarebbero tornati a casa.

3 medici per 300 ragazzi

Tra loro c’è anche Carlo Suino padre di Emma, una 15enne di Piossasco. E’ arrivato con il camper dal Piemonte per poter soggiornare fuori dalla struttura e poter vedere la figlia almeno da lontano.

Nel Covid hotel si trovano circa 300 persone seguiti da tre medici. Dopo le vicissitudini a Malta le aspettative delle famiglie erano ben altre:

“Ci sono 300 ragazzi, possibile che vengano dati solo tre medici e che venga impiegata tutta una notte e tutto il giorno successivo per processare 160 tamponi”, dice Carlo Suino.

Le poche informazioni arrivano dai ragazzi che, ovviamente, cominciano ad essere provati: “Cinquanta e passa ore che non abbiamo in mano un foglio di carta, un riferimento di qualcuno, ci è stato detto il responsabile è l’Asl, un generico Asl.”

E l’odissea per i ragazzi continua...

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