era la classica truffa dello specchietto

Prova a truffare un anziano con la scusa del sinistro stradale, ma un poliziotto in borghese vede la scena

L'autista era stato individuato come autore di numerose truffe in altre regioni italiane.

Prova a truffare un anziano con la scusa del sinistro stradale, ma un poliziotto in borghese vede la scena
Torino, 16 Ottobre 2020 ore 16:53

Un cittadino italiano di 22 anni, di origine sinti, è stato arrestato ieri mattina per aver tentato di rapinare un uomo di circa 60/70 anni, in zona Mirafiori Sud.

Due auto si inseguono

Tutto è nato quando un poliziotto in borghese, della Squadra Mobile di Torino, a piedi in via Sanremo, sente un forte rumore provenire dal fronte strada e vede una Renault Clio nera seguita da una Fiat Panda grigia guidata dall’anziano. I due veicoli si accostano al lato della strada.

 

Sembra un banale sinistro, non fosse per un particolare

All’apparenza sembra trattarsi di un banale sinistro stradale: gli autisti delle vetture si soffermano, infatti, a visionare la portiera sinistra della Renault Clio per constatare eventuali danni. Ma il poliziotto nota un particolare che attira la sua attenzione: lo specchietto retrovisore esterno lato sinistro della Renault completamente ripiegato nel senso contrario alla sua naturale posizione. Intuisce così di assistere alla classica“truffa dello specchietto” commessa simulando un sinistro tramite un forte rumore provocato dallo stesso truffatore sbattendo, in genere, il braccio sulla fiancata della propria vettura.

L’aggressione

Ad un tratto, il ventiduenne perde la pazienza e inizia a inveire animatamente contro l’anziano che, indietreggiando fino al marciapiede, sembra voler comunicare di non essere responsabile del danno lamentato. Nelle fasi concitate, il truffatore, con una mossa repentina fa cadere in terra lo specchietto retrovisore sinistro della sua auto e si avvicina all’altro autista continuando ad alzare la voce: gli afferra la giacca con entrambe le mani, strattonandolo più volte, lo trattiene per impedirgli di allontanarsi e costringerlo a dar seguito alle sue richieste. Il conducente della Fiat Panda è visibilmente spaventato per l’aggressione.

L’intervento del poliziotto che aveva visto tutta la scena

Il poliziotto in borghese interviene immediatamente per porre fine alla violenza in atto, qualificandosi immediatamente, a questo punto l’autista della Renault Clio lasciare la presa sull’altro uomo. Emergono immediatamente chiare responsabilità a carico del ventiduenne: lo stesso, nato a Mantova, ma residente a Noto (SR), è infatti alla guida di un’autovettura colpita da segnalazione di rintraccio: l’autista era stato individuato come autore di numerose truffe in altre regioni italiane. Inoltre, il giovane risulta avere numerosi precedenti specifici proprio per truffa e fogli di via obbligatori da varie località. Sembra che lo stesso fosse giunto in città da quattro giorni e soggiornasse in roulotte nel piazzale del cimitero cittadino, Parco, dove lo attendeva la famiglia. Nelle sue tasche, vengono trovati 450 €, probabile provento furtivo dell’attività criminale della giornata.

 

La vittima si allontana in stato di shock

Data la concitazione del momento, per l’unico poliziotto inizialmente presente ai fatti non è stato possibile identificare la vittima. Quest’ultima, un uomo di circa 60/70 anni, di corporatura esile, alto circa 170 cm, visibilmente in stato shock per l’aggressione appena subita, non appena liberato dalla presa del giovane si è infatti allontanato a bordo della propria auto.

La perquisizione

La perquisizione personale dell’arrestato, estesa alla Renault Clio, ha dato esito positivo. L’auto presentava entrambi i retrovisori esterni laterali manomessi per poter attuare facilmente i raggiri della nota truffa dello specchietto.  Sequestrati a carico del sinti la somma in contanti di 450 euro, vari monili, nonché l’autovettura Renault Clio, successivamente assegnata in giudiziale custodia.

 

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