La sperimentazione

Prendere il bus nelle ore di punta a Torino sta diventando un vero incubo, ma forse una soluzione c’è

In pratica si è tornati a una situazione pre-Covid, proprio in un momento in cui non bisognerebbe abbassare la guardia.

Prendere il bus nelle ore di punta a Torino sta diventando un vero incubo, ma forse una soluzione c’è
Torino, 29 Settembre 2020 ore 16:06

A Torino i bus sono tornati dei “cari bestiame” senza che ci sia nessuna distanza tra i passeggeri che a volte addirittura “si dimenticano” la mascherina.

Come si stanno aggiustando i Torinesi?

Insomma, in pratica si è tornati a una situazione pre-Covid, proprio in un momento in cui non bisognerebbe abbassare la guardia, e allora come tutelarsi? Per il momento nel capoluogo i mezzi pubblici “a rischio” sono semplicemente indicati dai passeggeri che aspettano alle fermate sui canali informativi di Gtt (sito internet, e canale Telegram). Ma presto anche la nuova versione di Muoversi a Torino il portale di infomobilità, realizzato e gestito da 5T (società comunale che controlla i servizi informatizzati), darà questa informazione in tempo reale.

La sperimentazione torinese

Anzi, Torino sarà la prima città in Italia ad avere in un’unica mappa tutti i mezzi pubblici, o in sharing come bici, monopattini e motorini, geolocalizzati in tempo reale. Non ci sarà un vero contapersone, ma saranno gli autisti, come già fanno dall’inizio del lockdown, a poter segnalare alla centrale operativa quando le presenze sono eccessive.

Controllori e polizia municipale alle fermate

Ma un sentore di ritorno alla “normalità” la danno anche i controllori che saranno sempre più affiancati dalla polizia municipale. Per l’assessore ai trasporti Lapietra questo è un segnale importante e dichiara

La riattivazione del servizio, soprattutto in questo periodo di ripartenza, costituisce per Gtt un’azione strategica e non differibile per due ragioni: l’esigenza di garantire il rispetto delle regole sanitarie dei passeggeri e gli incassi derivati dai proventi del traffico. Prima del Covid la stima era di 100 milioni di euro l’anno.

 

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