PIEMONTE

Postalcoop, 36 lavoratori ‘ancora’ senza stipendio

Se il silenzio continuerà, i lavoratori si recheranno anche a Roma, davanti alla sede centrale di Poste Italiane, per portare la loro protesta al livello nazionale.

Postalcoop, 36 lavoratori ‘ancora’ senza stipendio

A quasi quattro mesi dall’inizio della crisi che ha travolto Postalcoop di Grugliasco, 36 lavoratori e le loro famiglie si trovano ancora senza stipendio, senza cassa integrazione erogata e senza alcuna risposta concreta dalle istituzioni.

L’inchiesta

L’azienda Postalcoop, coinvolta nell’inchiesta “Epicentro”, è stata posta in liquidazione giudiziale, lasciando i dipendenti in un limbo fatto di silenzio da parte di Poste Italiane/Nexive e attese infinite da parte dell’INPS, che a oggi non ha ancora sbloccato i pagamenti relativi alla cassa integrazione.

Il 15 gennaio è previsto un incontro con l’INPS di Torino, durante il quale i lavoratori cercheranno di sbloccare finalmente la cassa integrazione.
In assenza di risposte concrete, sarà organizzato un presidio davanti alla sede INPS.

I tre percorsi

Nel frattempo, i lavoratori stanno portando avanti tre percorsi per difendere i propri diritti:

– Causa legale collettiva contro Poste Italiane/Nexive, con l’avvocato Mortara, per denunciare l’interposizione illecita di manodopera, la gestione irresponsabile degli appalti e l’abbandono dei lavoratori;

– Insinuazione al passivo nel fallimento di Postalcoop, con il supporto della CGIL, per tentare di recuperare le spettanze arretrate;
– Percorso politico con la CGIL, l’On. Marco Grimaldi e il Consiglio Regionale del Piemonte, culminato in un’interrogazione parlamentare.

Se il silenzio continuerà, i lavoratori si recheranno anche a Roma, davanti alla sede centrale di Poste Italiane, per portare la loro protesta al livello nazionale.

«Chiediamo solo rispetto e risposte. Non possiamo più aspettare – dichiarano – Siamo 36 famiglie dimenticate, che vogliono solo giustizia, lavoro e dignità.»