all'uscita della scuola Rosselli

Picchiata dalle bulle per una borsa arcobaleno, 13enne in ospedale con il naso rotto

L'hanno appellata come "cagna" e hanno augurato a lei e all'amica che era in sua compagnia di bruciare vive in quanto "lesbiche schifose".

Picchiata dalle bulle per una borsa arcobaleno, 13enne in ospedale con il naso rotto
Cronaca Torino, 12 Giugno 2021 ore 09:49

Una vicenda che sta rimbalzando sui media nazionali. A Torino, nel pomeriggio del 10 giugno, una ragazzina di 13 è stata anni vittima di un pestaggio da parte di bulle sue coetanee a cui non è piaciuta la sua borsa arcobaleno. La giovane che frequenta la scuola media "Rosselli" è finita in ospedale, con tanto di naso rotto, e ha denunciato il tutto, senza lasciarsi intimidire.

13enne pestata per la borsa arcobaleno

L'hanno appellata come "cagna" e hanno augurato a lei e all'amica che era in sua compagnia di bruciare vive in quanto "lesbiche schifose". Parole inqualificabili all'esterno dell'istituto scolastico, poco dopo la fine delle lezioni. E' seguito un botta e risposta sfociato nell'aggressione fisica da parte del branco. La ragazza è finita al pronto soccorso, con una frattura al naso e diverse ecchimosi.

Il sostegno di Paolo Damilano

"Sono a fianco della ragazza di 13 anni che alla scuola media Rosselli di Torino è stata picchiata da altre ragazze solo perché aveva indossato una borsa arcobaleno per dire no all’omofobia. Sono a fianco della sua mamma che l’ha educata alla difesa dei diritti e che oggi deve solo essere orgogliosa di questa figlia coraggiosa. Sono a fianco di chi combatte per affermare i suoi diritti e per poter sempre dire la sua opinione. Ma guardo anche a quelle ragazze violente, a quelle ragazze che hanno usato parole di cui probabilmente non conoscono neanche il significato, a quelle ragazze che hanno alzato le mani perché è l’unico modo che hanno di esprimersi. Tendo la mano anche a loro perché nessuno va lasciato indietro e la Torino del futuro dovrà insegnare a tutti che la violenza verbale, fisica e psicologica è lo strumento dei perdenti."

Così il candidato sindaco di Torino per il centrodestra, Paolo Damilano, è intervenuto nella vicenda attraverso un post Facebook.