I presidi

Personale sanitario in presidio: “Non siamo lavoratori di serie B”

Due manifestazioni organizzate dai sindacati del personale sanitario, a Settimo Torinese e a Torino, per protestare contro il trattamento delle ultime settimane.

Personale sanitario in presidio: “Non siamo lavoratori di serie B”
Cronaca Settimo, 28 Maggio 2020 ore 19:05

Personale sanitario in presidio. Gli operatori scendono in piazza contro il trattamento economico e le condizioni di lavoro nell’emergenza Covid-19.

Al lavoro sì, ma con il lutto al braccio

Lavoreranno con una fascia nera del lutto intorno al braccio gli operatori del settore sociosanitario assistenziale ed educativo del Piemonte, nella giornata di venerdì 29 maggio. Un modo per onorare le vittime del Covid. Dalle 10.30, poi, si terrà un presidio davanti all’Ospedale Civico di Settimo per porre l’attenzione sulle criticità emerse in questi mesi di pandemia. «Una gestione dell’emergenza che, anziché riconoscere gli errori commessi, pensa solo a scaricare le colpe», si legge nel volantino che anticipa il presidio.

La manifestazione

La manifestazione, indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, arriva a seguito di una lettera sottoscritta dalle segreterie sindacali e inviata alla Regione per denunciare problematiche che «Hanno reso drammatica la situazione nelle Rsa», dicono i rappresentanti. «La nostra voce e quella dei lavoratori che rappresentiamo – proseguono i referenti di Cgil, Fisascat Cisl, Cisl Fp, Uilfpl e Uiltucs -, e che prestano servizio nelle strutture ogni giorno con dedizione per poco più di 1.000 euro al mese e sottoposti al ricatto occupazionale nel caso in cui decidano di denunciare le condizioni in cui lavorano, è rimasta inascoltata. Gli esiti, purtroppo, sono stati la diffusione del contagio e un triste bilancio, in termini di perdite di vite umane. In prima linea ad affrontare questa disastrosa situazione ci sono loro, gli invisibili: si parla giustamente di premi per gli operatori della sanità pubblica, ma gli operatori delle strutture socio sanitarie e socio assistenziali ancora una volta vengono considerati professionisti di serie B. È più che mai necessario, terminare con urgenza il monitoraggio diagnostico di tutti gli operatori e di tutti i degenti, fornire adeguati DPI al personale, adibire strutture dedicate per i pazienti COVID, riconoscere l’infortunio per coloro che hanno contratto il virus, e riconoscimento di un premio anche per questi professionisti, al pari dei colleghi del pubblico impiego».

Nessun «premio» per gli operatori  della cooperativa Frassati

Ma a Settimo, il presidio di venerdì mattina avrà una valenza differente. Una motivazione in più per i lavoratori della cooperativa Frassati si aggiunge a quelle citate dalle segreterie sindacali, e riguarda la richiesta di slittamento della corresponsione della seconda tranche di aumento prevista dal rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle cooperative sociali. Un aumento di circa 18 euro a dipendente che, secondo quanto spiegato dalla Frassati, comporterebbe un aumento di oltre un milione di euro di costo annuale per la cooperativa.
Una situazione che era già seguita dai sindacati, con cui era in corso la negoziazione dell’accordo di gradualità, previsto nei casi in cui le difficoltà causate dall’emergenza sanitaria rendevano complessa l’applicazione degli incrementi retributivi previsti dal nuovo contratto. Trattative che hanno visto una battuta d’arresto, fino ad arrivare alla richiesta di un intervento del Prefetto da parte dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, finalizzato a ripristinare la negoziazione.  Il calo dei servizi e il dover far fronte alle spese per l’adeguamento alle norme di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria avrebbero duramente messo alla prova la cooperativa stessa.

Un presidio anche a Torino, sotto la Regione

Per le stesse ragioni, sempre nella giornata di domani – venerdì 29 maggio 2020 – si terrà un analogo presidio anche a Torino. Questa volta in piazza Castello, ai piedi del Palazzo della Regione Piemonte. Un presidio simbolico che punta a rivendicare con forza quanto previsto dai decreti.

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