La Vendetta della "Mala"

Va con la escort di lusso, poi la segrega per ore in casa. Lei torna col protettore e…

Botte per ottenere 50mila euro in contanti dal balordo, minacce anche alla madre.

Va con la escort di lusso, poi la segrega per ore in casa. Lei torna col protettore e…
Cronaca Torino, 22 Novembre 2020 ore 10:54

Escort di lusso, crack e bastonate: emerge un quadro inquietante da quella che sembrava una semplice rapina domestica. E’ già passato più di un anno da quando, a ottobre 2019, un 35enne di Beinasco si recò dai Carabinieri per denunciare la violenza subita da una coppia. Da cliente della escort a bastonato per rapina insomma. Così sembrava. Ma adesso emergono particolari inquietanti: un sottobosco di violenze ripetute, prostituzione ed escortaggio, droga pesante e scene da film.

L’aggressione dell’ottobre 2019

Il cliente della escort bastonato per rapina aveva raccontato ai Carabinieri di Beinasco di essere stato vittima della furia di una coppia che, entrata con forza nel suo appartamento, lo aveva aggredito per ottenere soldi. Non ottenendo quanto voluto, avevano provando poi a estorcere il denaro a sua madre minacciando di ucciderlo. I militari si erano mossi ed avevano assicurato alla giustizia questi due soggetti. Sembrava tutto finito ma… per quale motivo mai una coppia di fidanzati avrebbe dovuto entrare in una casa per rapinare chi ci abita, prendendosela poi con sua madre? Qualcosa non tornava e gli inquirenti hanno voluto vederci chiaro. L’indagine ha scoperchiato un sostrato criminale di minacce e ritorsioni, tra spacciatori senza scrupoli e belle escort, dosi di crack e bastonate. Con modi cruenti che sembrano usciti da un racconto thriller di qualche autore noir metropolitano.

Tutto inizia su “Bakeca Incontri”

Le persone offese, come peraltro gli indagati, sono abituali consumatori di sostanza stupefacente. Nonché coinvolti più o meno direttamente in attività di prostituzione e spaccio di droga. Dentro un mondo che alla giustizia preferisce la vendetta. In fin dei conti, sfogliando l’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Moncalieri, tutto è iniziato con un click su “Bakeca incontri” alla ricerca di una escort. Quel che fece il trentacinquenne, diventato poi vittima della coppia. Per uno sgarbo, ovviamente: si sarebbe accordato per una prestazione con una prostituta di lusso a 250 euro, salvo poi tenerla segregata in casa. E’ finito anche in manette per sequestro di persona. Ma, si sa, la malavita ha altri codici: non basta vedere condannato chi ha fatto lo “sgarro”. Come il giudice stesso ha affermato in sede di udienza: “È un ambiente nel quale non si va dall’avvocato per cercare di ricomporre i dissidi”.

Arrivano i due vendicatori

Ecco perché, a fine ottobre, la coppia si presenta a casa del 35enne. Ancora lui aveva setacciato l’agenda del telefonino alla ricerca di una escort e di qualche dose di crack (la pericolosissima droga pesante che porta a dipendenza, perdita di controllo e anche morte). Invece il balordo si ritrova in un mezzo incubo: la escort si presenta con un uomo, che spalanca la porta di casa sua con un calcio e poi gli spacca un manico di scopa in faccia: “Così impari a picchiare le donne” gli urla in faccia. Prima lezione: le donne non si picchiano. Intanto la giovane gli portava via due telefoni cellulari. Dopodiché nel mirino dei due finisce la mamma dell’uomo, alla quale sono stati spediti alcuni video del figlio… in azione con le escort. Oltre a minacce: “Tuo figlio è morto”. Morale: vogliamo 50.000 euro. La donna, terrorizzata, va dai Carabinieri. Seconda lezione: mai avere a che fare con gente del genere.

Fatti di estrema gravità

Se questo è il quadro di fondo, i dettagli sono conseguenti, arrivando a fatti “di estrema gravità”. Cioè i reati contestati: rapina in abitazione, pianificata ed eseguita con modalità cruente. “Che la rapina – scrive il giudice – costituisca verosimilmente una forma di ritorsione in relazione ad avvenimenti passati, rafforza la prognosi di recidiva sopra formulata, rendendo ancor più concreto il pericolo di reiterazione criminosa”. Insomma, sono persone che potrebbero rifarlo, come del resto già era capitato. Una storia così può finire solo in carcere: misura proporzionata visti i precedenti, la recidiva e l’entità della pena prevista.

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