Originario di Catania

Omicidio a Torino: l'assassino del 91enne è un "senza fissa dimora"

Arrestato in tempi da record, il 50enne girava in stazione a Porta Nuova con i vestiti ancora sporchi di sangue.

Omicidio a Torino: l'assassino del 91enne è un "senza fissa dimora"
Cronaca Torino, 08 Aprile 2021 ore 10:23

E' un senza fissa dimora l'assassino che ha ammazzato a coltellate il povero 91enne nella propria abitazione di via Tripoli 4 (nella foto). Si tratta di Salvatore S., 50 anni, originario di Catania.

In tasca sigarette e soldi

Se non bastasse, in tasca gli era stato rinvenuto il pacchetto di sigarette comprato poco prima di fronte alla casa della vittima, corrispondente alla marca indicata dal titolare dell’esercizio pubblico. Nella circostanza l’uomo aveva pagato le sigarette con una banconota da 50 euro sporca di sangue, sequestrata dai carabinieri insieme ad una ulteriore banconota con altre lievi tracce ematiche rinvenuta nel suo portafoglio. Infine l'arrestato aveva un lieve taglio sul dorso di una mano, molto verosimilmente procuratosi durante la colluttazione con il povero anziano. Infine, ed è praticamente la conclusione dell'indagine, la confessione del colpevole davanti al Pubblico ministero che chiude il cerchio di una tragedia ancora da spiegare nelle sue motivazioni. Era dunque un "senza fissa dimora" l'assassino, ma per chiudere del tutto la vicenda bisognerebbe chiarire il movente.

Il palazzo teatro dell'omicidio

Mistero sul movente

Rimane dunque il mistero sul movente. La vittima, Vincenzo Rossi, viveva in quell'appartamento al quinto piano di via Tripoli da una vita. Pare che l'ultra-ottuagenario fosse solito accompagnarsi a sbandati e, appunto, senza fissa dimora per aiutarli. Li faceva salire in casa, offriva loro un panino o un caffè e quattro chiacchiere... Insomma, un comportamento da persona davvero buona e generosa. Aiutava i poveri, giovani e meno giovani che accoglieva in casa propria fidandosi senza alcuna remora. Forse proprio questa sua troppa fiducia, questa sorta di ingenuità lo ha condannato a una morte atroce e ingiusta: ammazzato con cinque coltellate di cui una al collo, e l'assassino è proprio un "senza fissa dimora".

Gli indizi schiaccianti

Gli elementi indiziari raccolti dagli investigatori del comando provinciale carabinieri di Torino, in meno di 12 ore dal delitto, sono risultati schiaccianti. Al di là della confessione resa davanti al magistrato dall’autore dell’omicidio del 91enne ci sono molte prove che confermano la sua colpevolezza. Oltre alle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza privato di un tabaccaio (dove l’omicida dopo il delitto ha acquistato un pacchetto di sigarette) i Carabinieri hanno rinvenuto all’interno dell’abitazione dove si è consumato il delitto una impronta utile alla comparazione, che il Ris di Parma in poche ore ha potuto attribuire all’indagato già schedato in banca dati. Inoltre al fermato sono stati sequestrati gli indumenti e le scarpe indossati, visibilmente ancora intrisi del sangue della vittima.