Un nuovo e sofisticato tentativo di truffa sta circolando in questi giorni, mettendo a rischio la sicurezza delle nostre abitazioni. I malviventi stanno utilizzando l’intelligenza artificiale
La dinamica del raggiro
Il cittadino riceve una telefonata. Sul display del cellulare appare un numero reale e verificabile, corrispondente a quello della Questura, dei Carabinieri o della Polizia Locale.
All’altro capo del filo, una voce estremamente professionale (spesso generata o clonata tramite IA) informa la vittima che è necessario recarsi urgentemente in ufficio, previo appuntamento, per ritirare un atto giudiziario o un documento ufficiale.
L’obiettivo dei criminali
Dietro questa “convocazione” si nasconde un fine molto concreto:
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Case vuote per furti: Spingendo l’intera famiglia a uscire di casa in un orario preciso, i ladri hanno il via libera per svaligiare l’abitazione in totale sicurezza.
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Raccolta dati: In alcuni casi, durante la chiamata vengono chieste conferme su indirizzi, presenze in casa o dati sensibili.
È fondamentale ricordare che le Forze dell’Ordine seguono procedure standardizzate che differiscono totalmente da queste telefonate:
Diffida dalle urgenze telefoniche: Gli atti ufficiali vengono notificati di persona, tramite posta raccomandata o via PEC (Posta Elettronica Certificata).
Non fidarti del display: La tecnologia “Spoofing” permette di mostrare qualsiasi numero di telefono. Anche se leggi “Questura”, potrebbe trattarsi di un truffatore.
Fai il “Contro-controllo”: Se ricevi una chiamata sospetta, riattacca. Non richiamare il numero che ti ha cercato, ma cerca il numero ufficiale della stazione più vicina e digitalo tu stesso sul tastierino per chiedere conferma.
Non dire mai “SÌ”: Evita risposte affermative secche che potrebbero essere registrate e riutilizzate per attivare contratti o servizi non richiesti.
Se si riceve una chiamata di questo tipo, non uscire di casa e segnalare immediatamente l’accaduto sul portale della Polizia Postale o contattare il 112.