Sabato di guerriglia

No Tav, continuano le proteste: A32 bloccata con un cavo d’acciaio e assalto alla ferrovia con razzi e pietre

Ieri a San Didero un'altra giornata di disordini e proteste contro il cantiere del nuovo autoporto.

Cronaca Val Susa, 18 Aprile 2021 ore 10:03

San Didero, continuano le proteste dei No Tav: sabato 17 aprile 2021, l'A32 è stata bloccata con un cavo d’acciaio tirato ad altezza d'uomo mentre in serata c'è stato un assalto alla ferrovia con razzi e pietre.

No Tav, continuano le proteste

Un’intensa giornata di lotta quella di ieri, sabato 17 aprile 2021, che ha visto coinvolto l’intero popolo No Tav. Nuovi disordini per protestare contro il cantiere del nuovo autoporto di San Didero, in Valle di Susa. Un centinaio di manifestanti in tarda serata ha lanciato dalla ferrovia razzi, sassi e altri oggetti contundenti contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con lacrimogeni.

L'attacco al cantiere di San Didero, teatro di scontri già nei giorni scorsi, è arrivato al termine di una giornata di proteste contro la realizzazione del nuovo autoporto, che nel pomeriggio ha visto sfilare per le strade della Val di Susa un corteo pacifico a cui hanno partecipato circa 4mila persone.

Cavo d'acciaio in autostrada

Durante la manifestazione un gruppo di No Tav è riuscito a scavalcare la massicciata e bloccare l’autostrada Torino – Bardonecchia per diverso tempo, fino all’intervento della polizia che ha lanciato lacrimogeni sul blocco. All’altezza del Km 27.400 è stato fissato un cavo d’acciaio ad altezza uomo e sono stati posizionati tronchi sulla carreggiata. Il traffico è stato momentaneamente sospeso per poi essere ripreso successivamente, una volta ripristinate le condizioni di sicurezza.

Attacco alla ferrovia

In tarda serata c’è stato, invece, un attacco dalla ferrovia con lanci di razzi, sassi e altri oggetti contundenti. Le forze dell’ordine hanno risposto con l’uso di lacrimogeni. Con il buio è poi iniziato l'assalto al cantiere con bombe carta, petardi, fuochi d'artificio e pietre contro le forze dell'ordine presenti a protezione dell'area recintata.