lasciato senza nessun sostegno psicologico

Migrante suicida dopo il pestaggio: il vescovo di Torino alza la voce

Secondo l'avvocato Gian LucaVitale, l'ultimo a vederlo, il 23enne non si dava pace per essere stato chiuso in quella struttura,  soprattutto perché sarebbe stato rimpatriato di lì a breve.

Migrante suicida dopo il pestaggio: il vescovo di Torino alza la voce
Pubblicato:
Aggiornato:

La procura di Torino ha avviato degli accertamenti sul caso di Musa Balde, il migrante morto suicida a 23 anni nel Cpr di Torino.

LEGGI ANCHE: Si è tolto la vita nel Centro per il rimpatrio di Torino il migrante brutalmente picchiato a Ventimiglia

L'aggressione a Ventimiglia

Dopo essere stato malmenato dai tre italiani, il giovane era finito in ospedale e dopo le dimissioni con una prognosi di dieci giorni a causa delle ferite riportate era stato trasferito nel Cpr di corso Brunelleschi a Torino, dove si è tolto la vita nella notte tra sabato e domenica.

IL VIDEO DELLA BRUTALE AGGRESSIONE:

Solo e vulnerabile

Secondo l'avvocato Gian LucaVitale, l'ultimo a vederlo, il 23enne non si dava pace per essere stato chiuso in quella struttura,  soprattutto perché sarebbe stato rimpatriato di lì a breve (Musa era già stato espulso in passato). Una situazione psicologica fragile che necessitava di particolare attenzione, così come confermato anche da Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

La preghiera dell'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia

L'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia ha celebrato, nella Chiesa dei Santi Martiri,  una preghiera per il giovane ricordando il dovere della chiesa che non può e non deve tacere davanti a queste tragedie.

Mons. Nosiglia ha poi aggiunto:

Se non c'è comunità nell'accompagnare questi fratelli e sorelle vince l'indifferenza, per questo oggi sento il dovere di alzare la voce. Non si può costruire una città nuova senza considerare questi fratelli ultimi, accoglienza e inclusione hanno sempre fatto parte dello stile della nostra città. Chiedo a tutti un sussulto di coscienza.

Non conosco il Cpr ma mi pare che questa realtà sia del tutto separata dalla città. All'interno molti gridano forte il loro dolore, altri si rassegnano. Si può capire perché un giovane di 23 anni si è tolto la vita.

Seguici sui nostri canali