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Gesto estremo

Migrante suicida al Cpr di Torino, aveva subito una brutale aggressione a Ventimiglia

Il giovane 23enne, originario della Guinea, era stato portato nella struttura dopo l’aggressione per essere rimpatriato in quanto non in regola.

Migrante suicida al Cpr di Torino, aveva subito una brutale aggressione a Ventimiglia
Cronaca Torino, 25 Maggio 2021 ore 09:59

Migrante suicida al Cpr di Torino, aveva subito una brutale aggressione a Ventimiglia due settimane fa. Era stato portato nel centro per essere rimpatriato in quanto non in regola.

Migrante suicida al Cpr di Torino, aveva subito una brutale aggressione a Ventimiglia

Si è impiccato con un lenzuolo nel Centro per il rimpatrio di Torino. E' successo nella notte tra sabato 22 e domenica 23 maggio 2021. E’ stato così trovato privo di vita, Musa Balde, 23 anni originario della Guinea vittima di un’aggressione a Ventimiglia da parte di tre uomini subito identificati dalla polizia. Il giovane si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo, nel bagno della sua stanza. Si trovava in isolamento per motivi sanitari a tutela della salute degli altri ospiti.

Fu aggredito in strada a Ventimiglia

L'aggressione, a Ventimiglia, in strada è avvenuta lo scorso 9 maggio 2021. Un brutale pestaggio, con bastoni e spranghe. Un'aggressione da parte di  tre uomini che lo accusavano di aver rubato un telefonino. Dopo l'episodio Musa era finito in ospedale con una prognosi di 10 giorni. Una volta dimesso il trasferimento al Cpr di Torino per il rimpatrio, in quanto non in regola sul territorio nazionale. Ma all'interno del centro le sue condizioni fisiche e psicologiche sono peggiorate fino al tragico epilogo. 

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Un futuro migliore

Il suo avvocato, Gianluca Vitale, lo aveva descritto stanco, provato e presumibilmente anche depresso. Non riusciva a comprendere il perchè dell'aggressione. E forse, è stato proprio il trauma dell'aggressione da cui non si era ripreso, a farlo sprofondare nell'angoscia fino al gesto estremo.

Musa Balde, era in Italia da cinque anni, e sperava di riuscire a superare il confine per raggiungere la Francia. Si arrangiava con piccoli lavoretti saltuari e sognava un futuro migliore. La polizia di Imperia ha impiegato poco a individuare le tre persone che lo avevano preso a bastonate. Lo avevano accusato di aver rubato un telefonino, ma lui si è sempre detto innocente.