Incredibile fatalità

Maresciallo di Ciriè morto in spiaggia in Calabria dopo un litigio per una sigaretta

Il carabiniere ha rimproverato altri bagnanti che buttavano in mare i mozziconi di sigaretta, da qui il diverbio e il malore fatale.

Maresciallo di Ciriè morto in spiaggia in Calabria dopo un litigio per una sigaretta
Cronaca Torino, 18 Agosto 2021 ore 10:38

Maresciallo dei Carabinieri morto in spiaggia in Calabria mentre è in vacanza dopo un diverbio con altri bagnanti. Incredibile e terribilmente singolare la vicenda dell'improvviso malore in spiaggia che ha stroncato il maresciallo Antonio Carbone della stazione di Ciriè morto in ferie nella sua Calabria.

Malore in spiaggia

Se n'è andato colto da un malore in spiaggia in provincia di Cosenza il maresciallo Carbone, 56 anni, attualmente in servizio alla tenenza di Ciriè.  In passato era stato comandante della stazione di Lanzo e prima ancora aveva prestato servizio a Venaria Reale. Insomma, un piemontese d'adozione come si dice in questi casi, un servitore dello Stato che si era integrato benissimo fra Torino e hinterland ed era conosciuto da tutti per la sua integrità. E' il fratello Vincenzo Carbone a raccontare quello che è successo in spiaggia, come riporta il portale di informazione online Primailcanavese.it. Il maresciallo Carbone avrebbe avuto un diverbio con alcuni bagnanti che avevano gettato in acqua una sigaretta. Il carabiniere li avrebbe redarguiti causando la reazione infarcita di minacce e insulti.

Il fratello racconta

Così Vincenzo:

"Ieri 16 Agosto 2021 è morto un uomo, è morto un calabrese, è morto un maresciallo dei carabinieri di 56 anni. Nell’esercizio delle sue funzioni, se così si può dire. Naturalizzato piemontese, in vacanza da appena un giorno, voleva difendere il mare di Paola dalla ignoranza violenta e barbara di un clan di bagnanti (...). Un gesto da poco, un gesto banale: chiedere con gentilezza di non buttare rifiuti in mare. Ma l’ignoranza violenta e la protervia minacciosa hanno avuto la meglio. Alla fine di un violentissimo assalto verbale da parte del clan, a cui lui non ha potuto opporre alcuna resistenza, il suo cuore non ha retto. (...) Quando sono arrivato ho potuto solo assistere alla incredulità e allo sconforto di chi c’era. (...) Assistiamo tutti gli anni ai roghi che distruggono i nostri boschi, e sono calabresi quelli che appiccano gli incendi. Vediamo tutti gli anni il sudiciume del nostro mare, e sono calabresi quelli che lo inquinano. Fino a quando dovremo assistere inermi a questo scempio? (...) Grazie Antonio per averci fatto vedere un uomo all’opera, un uomo che si prende cura della casa comune, un uomo che con gentilezza chiede di non distruggere la Calabria. E’ morto un carabiniere nell’esercizio delle sue funzioni di essere umano, si chiamava Antonio Carbone, mio fratello".

Inutili i soccorsi

I bagnini gli avrebbero prestato i primi soccorsi, fino all'arrivo dei sanitari del 118. Tutto inutile purtroppo, il cuore del maresciallo Carbone ha smesso di battere. La notizia della sua morte ha suscitato molto cordoglio in chi lo conosceva: Carbone si è sempre dimostrato persona corretta al di là del suo ruolo "istituzionale" impegnandosi sempre a fondo nel proprio lavoro.

Questa dunque la triste vicenda  del maresciallo morto in spiaggia in Calabria.

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