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Mara Favro, il titolare della pizzeria Don Ciccio alla trasmissione Chi l'ha visto: "Da indagato dormo meglio"

In attesa dell'accertamento sulla Punto rossa, Vincenzo Milione (ex datore di Mara) e Cosimo Esposito (il pizzaiolo) continuano ad accusarsi a vicenda

Mara Favro, il titolare della pizzeria Don Ciccio alla trasmissione Chi l'ha visto: "Da indagato dormo meglio"
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La trasmissione Chi l'ha visto? in onda su Rai 3 ieri sera, mercoledì 10 luglio 2024, ha dedicato un lungo servizio al caso della scomparsa di Mara Favro, la 51enne madre di una bimba di 9, di cui non si hanno più notizie dalla notte del 7 marzo 2024 quando finisce il turno come cameriera nella pizzeria Don Ciccio di Chiomonte.

Sono ormai 4 lunghi mesi che le indagini cercano di ricostruire cosa sia successo alla donna da quel momento in poi. Fin da subito per i famigliari è certa una cosa: non è un allontanamento volontario.

Perché è importante l'accertamento sulla Punto rossa

Nella puntata di ieri l'inviato di Rai 3, Ivan Bacchi, è in pizzeria assieme al titolare Vincenzo Milione, detto Luca, ora indagato assieme al pizzaiolo Cosimo Esposito (licenziatosi dal Don Ciccio il giorno successivo alla sparizione di Mara).

Questi sono giorni importantissimi per il caso perché venerdì si svolgerà l'accertamento tecnico irripetibile sull'auto Fiat Punto disposto dal procuratore aggiunto Cesare Parodi della procura di Torino che ha aperto un'inchiesta per omicidio e occultamento di cadavere.

Mara Favro è ormai scomparsa da 4 mesi

L'auto sarebbe quella usata da Cosimo Esposito per accompagnare Mara al pub Excalibur a Susa. La donna avrebbe poi preso un passaggio da un camionista per tornare al Don Ciccio per prendere le chiavi di casa e le sigarette. Infine, avrebbe detto al datore di lavoro - che nel frattempo le proponeva di dormire in una camera sopra la pizzeria - di voler assolutamente tornare a casa, incamminandosi da sola nel buio.
Il datore di lavoro la lascia quindi andare non potendola accompagnare (l'uomo è infatti sotto sorveglianza dei carabinieri a causa di passati guai con la legge e non può abbandonare la pizzeria)

Sull'auto i Ris dovrebbero quindi trovare tracce della presenza di Mara e del pizzaiolo, ma non del titolare Vincenzo.

La Punto Rossa che verrà analizzata per cercare le tracce di Mara

Di cosa si accusano il titolare e il pizzaiolo:

Vincenzo Milione in trasmissione è apparso particolarmente tranquillo e sereno rispetto all'indagine affermando:

"Da indagato si dorme meglio perché so che faranno degli accertamenti, non vedo l'ora così poi dopo mi lasceranno in pace. Dal primo giorno di questa storia ho sempre detto che cosa era successo. Non sono mai salito in quella macchina e tra l'altro ho nominato un perito per accertare che l'accertamento sia fatto come si deve e lo certifichi".

Il titolare della pizzeria torna con la memoria all'ultima notte di Mara sottolineando tutte le incongruenze del pizzaiolo:

"Cosimo all'inizio ha detto una bugia ovvero che erano andati a Susa con la macchina di Mara, perché non ha la patente. Invece loro a Susa sono andati con la Punto rossa. Poi ne ha raccontate altre più grandi per coprire queste. Preciso ancora una cosa: dopo essere tornata a prendere le chiavi di casa e le sigarette che aveva dimenticato, la notte dell'8 marzo Mara non si era fermata perché diceva che aveva appuntamento con un poliziotto di Cuneo. Probabilmente Mara avrà fatto un giro di chiamate, sarà arrivata a Gravere e vedendo buio avrà chiamato qualcuno, forse lo stesso Cosimo".

 

 

Non usa mezzi termini per parlare di abbandono, Mara è stata lasciata al suo destino, secondo Vincenzo Milione, perché Cosimo aveva una gran fretta di andare dalla sua fidanzata.

 

 

Dal canto suo Cosimo raggiunto telefonicamente continua a rimarcare:

"L'unica persona che l'ha vista è stata lui è inutile che continui a dire le solite cose. Perché lui ha sempre questo vizio di accusare gli altri ma alla fine Mara si è vista con lui e guarda caso non c'è più".

E poi lascia intendere che Vincenzo Milione potesse avere delle mire su Mara:

"Ci scherzava e ci rideva con Mara. A lui piacciono tutte".

Un'allusione che Milione nega fermamente sottolineando il suo distacco professionale con il personale e parlando di accanimento nei suoi confronti da parte di Cosimo che nel corso della telefonata con Ivan Bacchi non dimentica di menzionare gli atteggiamenti aggressivi di Vincenzo.

Cosimo Esposto

Il colloquio con la nuova cameriera

Al momento dei saluti con la conduttrice, Federica Sciarelli, Vincenzo Milione vuole però tornare su una questione particolare rispolverando l'intervista ad una giovane che, in una delle puntate precedenti della trasmissione aveva raccontato che Milione, in un colloquio di lavoro, le aveva proposto 700 euro al mese per lavorare 12 ore tutti i giorni, dalle 15 alle 3 di notte, dicendole che lo stipendio poteva aumentare in base al suo comportamento con i clienti.

Milione torna quindi su questo colloquio e punta il dito sulla giovane che a parer suo cercava un momento di notorietà in tv:

 "La ragazza voleva apparire in televisione. A me alle 3 di notte non serve nessuno, è una pizzeria e non un night. Poi il colloquio si è tenuto davanti a mia moglie, figuriamoci se avrei potuto dire una cosa del genere. Non è un mio linguaggio. Inoltre ho preso a lavorare Mara che aveva più di 50 anni, non mi servivano giovani per forza: l'importante è che siano gentili con la clientela. E infine non ho mai pagato nessuno 700 euro al mese. Per la prova faccio i voucher e poi se la superano assumo".

Federica Sciarelli che fin qui ha sempre ringraziato il titolare della disponibilità (anche ad aprire le cantine per mostrare chiaramente di non avere nulla da nascondere) ha però ribattuto seccamente:

"Lei mi può dire che è stato un grosso equivoco. Ma io a quella ragazza non posso non credere".

I guai con la giustizia di Vincenzo Milione

Va ricordato che Vincenzo Milione ha avuto guai con la giustizia per sfruttamento di prostituzione, riduzione in schiavitù e traffico di droga.
Reati per i quali Milione ha alle spalle dieci anni di carcere inflitti dalla corte di appello di Cagliari per associazione a delinquere "con il ruolo di partecipe e lo stabile inserimento in un’organizzazione finalizzata a commettere delitti di riduzione in schiavitù e in materia di prostituzione".

Per i giudici l’uomo era il collegamento con la mala albanese in un sistema che poteva comprare ragazze in Romania ed Ungheria corrompendo funzionari per fare avere loro permessi di soggiorno. Giovani che poi, una volta sbarcate in Italia, volavano ad Olbia per esser vendute come schiave del sesso.

Vincenzo Milione, Luca, ai tempi dei suoi guai con la giustizia
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