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Manifestazione Askatasuna, scontri e sei feriti

Attese 10 mila persone da tutta Italia

Manifestazione Askatasuna, scontri e sei feriti

Tre diversi spezzoni partiranno, intorno alle 14.30 di oggi, sabato 31 gennaio 2026, da Porta Nuova, Porta Susa e Palazzo Nuovo a Torino per confluire in un’unica sfilata verso il quartiere Vanchiglia. Massima allerta delle forze dell’ordine dopo gli scontri della manifestazione del 20 dicembre. Prima che iniziasse la manifestazione, la Polizia ha fermato e accompagnato in questura dieci persone. Avevano maschere antigas, passamontagna e oggetti per travisarsi. Una teneva nello zaino una grossa chiave inglese e un coltello. Sono stati sequestrati anche bastoni e bombolette spray. Tra ieri e oggi, gli agenti hanno già identificato 747 persone, controllato 236 veicoli e quattro voli aerei. Al momento, sono 24 i fogli di via obbligatori con divieto di ritorno a Torino emessi, a cui si aggiungono dieci avvisi orali e sette provvedimenti Dacur.

Manifestazione contro lo sgombero di Askatasuna e il Governo Meloni

Manifestazione per Askatasuna, la diretta dei cortei a Torino: elevato rischio scontri.

 

Aggiornamento  20

“Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini verificatisi, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. – Dichiarazione del sindaco di Torino Stefano Lo Russo –  Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città di Torino esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità nel contenere i disordini e tutelare i cittadini. Esprimo inoltre sincera solidarietà e vicinanza agli operatori dell’informazione e agli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti nello svolgimento del loro lavoro. Quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile. Le scene raccapriccianti viste oggi confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell’ordine pubblico e della legalità. Torino non merita quanto accaduto. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”.

Aggiornamento 19.30

La centrale operativa del 118 di Torino ha gestito il trasporto di 6 feriti, tre al CTO, tre al Giovanni Bosco. Nessuno grave.

La Centrale Operativa in occasione della manifestazione di oggi ha rafforzato il presidio delle aree interessate dalla manifestazione chiedendo la massima disponibilità di mezzi alle associazioni convenzionate con equipaggi aggiuntivi in caso di necessità. Un infermiere della Centrale è inoltre in servizio in questura per un maggiore raccordo tra la centrale operativa e gli altri enti.

Aggiornamento 18:06

Sono in corso degli scontri tra manifestanti e polizia in corso Regina in prossimità del centro sociale Askatasuna.

Secondo gli organizzatori sono 50 Mila le persone in strada. Mentre le forze dell’ordine parlano di 15mila.

Aggiornamento 16.45

Sia in via Po che davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova la situazione è piuttosto tranquilla. La stazione di  Porta Susa non ha più alcun presidio di Polizia poichè non sono presenti manifestanti. Rimane adesso un piccolo presidio davanti al Palazzo di Giustizia e davanti a Palazzo Nuovo. Adesso il corteo si sta concentrando in via Po.

“Noi siamo qui a protestare contro il governo e i governi che vogliono guerra e povertà. Ma siamo anche qui per dire no a tutti gli attacchi contro Askatasuna che sono stati fatti in queste settimane. – dicono i manifestanti –  Il centro sociale è un centro dove si fa politica, fuori dalle classiche istituzioni. Crediamo che sia fondamentale come spazio di democrazia, libertà e libertà di manifestare il proprio pensiero. Questa manifestazione è solo un piccolo assaggio di ciò che porteremo avanti nei prossimi mesi”.

Aggiornamenti ore 14.43

La situazione davanti alla stazione di Porta Nuova in questo momento è tranquilla ed è anche in atto una protesta pro Iran  e pro Palestina.

 

 

Manifestazione contro lo sgombero di Askatasuna e il Governo Meloni

Sabato di passione per la viabilità e l’ordine pubblico nel capoluogo piemontese. Nel primo pomeriggio di oggi, la città è teatro della manifestazione nazionale indetta dal centro sociale Askatasuna per protestare contro lo sgombero dello storico immobile di corso Regina Margherita, avvenuto lo scorso 18 dicembre e contro il Governo Meloni Lo slogan scelto dagli organizzatori, “Askatasuna vuol dire libertà – Torino è partigiana”, lancia un guanto di sfida non solo locale, ma si scaglia “contro il Governo, la guerra e l’attacco agli spazi sociali”.

La strategia dei tre cortei

La mobilitazione è stata studiata per coinvolgere diversi punti nevralgici della città prima di convergere in un unico fronte. Il programma prevede tre distinti punti di raccolta a partire dalle 14:

  • Porta Nuova (Piazza Carlo Felice): Il punto di concentramento principale, da dove il corteo si muoverà lungo corso Vittorio Emanuele II.

  • Porta Susa: Da qui gli attivisti raggiungeranno il gruppo principale in forma non organizzata.

  • Palazzo Nuovo: Lo spezzone studentesco e degli occupanti attraverserà via Sant’Ottavio e via Po per ricongiungersi agli altri in corso Cairoli.

Il percorso e la zona rossa

Per evitare che la protesta paralizzasse il cuore commerciale di Torino, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Donato Cafagna, ha stabilito un itinerario che lambisce il centro senza attraversarlo. Dopo il ricongiungimento nei pressi di piazza Vittorio Veneto, il lungo serpentone umano proseguirà su lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna, per poi addentrarsi nel quartiere Vanchiglia. Il traguardo finale è fissato tra corso Regio Parco e corso Novara, dove sono stati predisposti i bus per il rientro dei manifestanti giunti da fuori regione.

Sicurezza ai massimi livelli

L’attenzione è altissima. Il ricordo degli scontri dello scorso 20 dicembre è ancora vivo e le forze dell’ordine — Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza — presidiano massicciamente ogni incrocio sensibile. L’obiettivo delle autorità è duplice: garantire il diritto a manifestare ed evitare che eventuali frange violente possano deviare dal percorso stabilito verso obiettivi sensibili o palazzi istituzionali.

I divieti

La Prefettura ha fatto sapere che, “tenuto conto di quanto avvenuto in analoghe manifestazioni, durante le quali antagonisti hanno lanciato bottiglie molotov, bombe carta e materiale pirotecnico contro le forze dell’ordine, sono state adottate due ordinanze urgenti a tutela della sicurezza pubblica. La prima dispone il divieto di somministrazione da asporto e di detenzione di bevande in contenitori di vetro o alluminio o comunque atti all’offesa; la seconda vieta la detenzione di oggetti idonei all’occultamento del viso, nonché di fumogeni e materiale esplodente di qualsiasi natura”. Sono previste modifiche della viabilità e lungo il percorso il Comune ha disposto divieti di sosta, oltre ad aver provveduto alla rimozione dei cassonetti della spazzatura.