ANCORA MISTERO SULLA VICENDA

L’uomo delle posate d’argento: chi era veramente Osvaldo Ferraris

Un passato da star del design, un presente da vivere con una nuova compagna e un futuro che non esiste più.

L’uomo delle posate d’argento: chi era veramente Osvaldo Ferraris
Torino, 24 Luglio 2020 ore 15:42

Serviranno le autopsie e i rilievi balistici a fornire spiegazioni sul dramma di Villata che per ora rimane senza una ragione.

L’ipotesi dell’omicidio-suicidio

Per il momento, non avendo rilevato alcun segno d’effrazione sulla porta della villa di Osvaldo Ferraris, si fa strada l’ipotesi che il conosciutissimo designer di 76 anni possa aver sparato a Maria Vittoria Dematteo – Mariella, come la chiamavano tutti, ex professoressa di ginnastica vercellese, di 73 anni. L’uomo oltretutto deteneva un porto d’armi e si sarebbe sparato proprio con la sua stessa pistola. Ma quali siano le ragioni di un gesto tanto estremo sono ancora un mistero.

Chi era veramente Osvaldo Ferraris

Il passato di Osvaldo Ferraris è quanto di meno enigmatico si possa pensare, l’uomo infatti era un designer di fama internazionale, titolare della Ferraris Design, impresa che ha anche ottenuto il riconoscimento di Eccellenza Artigiana della Regione Piemonte. Per alcuni, Osvaldo è l’uomo delle posate d’argento, perché la sua carriera inizia proprio da ragazzo in una fabbrica di articoli di lusso, tra queste le posate di cui, provenendo da una famiglia modesta abituata all’alluminio, si innamora subito. Da semplice operaio diventa disegnatore maturando un’esperienza di disegno tecnico-artistico, progettazione, modellazione e incisione, arrivando a ricoprire ruoli sempre più importanti. Negli anni successivi arrivano altre esperienze in diverse aziende del settore dell’argenteria, e anche come titolare di uno studio fotografico.

Il premio

Appena tre anni fa, Ferraris aveva ricevuto la Stella al merito del lavoro in una cerimonia a Torino a cui avevano partecipato Sergio Chiamparino, allora presidente della Regione, la sindaca di Torino Chiara Appendino e l’ex prefetto di Torino Renato Saccone. Il riconoscimento, concesso per decreto del Presidente della Repubblica, gli era stato assegnato per la sua lunga carriera nel mondo del design, per vent’anni nella ditta Sambonet che produce posate, vasellame e articoli per la ristorazione.

La convivenza con Mariella

Anche dal punto di vista della vita privata, l’uomo pareva non avere segreti: ormai vedovo da anni negli ultimi tempi conviveva felicemente con la sua nuova compagna. Un rapporto giudicato da tutti sano e stabile, come confermano anche i vicini di casa che non li hanno mai sentiti litigare o urlare.

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