maxi operazione

L’orrore in chat dietro la maschera del medico e del sacerdote: nuovi arresti per pedopornografia

3 in manette e un minore denunciato

L’orrore in chat dietro la maschera del medico e del sacerdote: nuovi arresti per pedopornografia

Nuovi arresti tra Cuneo, Genova e Pordenone. Decisive le tecniche di de-anonimizzazione della Polizia Postale dopo due anni di indagini sotto copertura. Coinvolto anche un minorenne.

L’orrore in chat dietro la maschera del medico e del sacerdote: nuovi arresti per pedopornografia

 Nonostante lo scudo dell’anonimato offerto dalle piattaforme di messaggistica criptata, la rete è diventata una trappola per chi scambiava materiale pedopornografico. La Polizia di Stato, attraverso gli specialisti del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica (COSC) di Piemonte e Valle d’Aosta, ha inferto un colpo durissimo a una comunità virtuale dedita allo sfruttamento sessuale dei minori.

L’operazione è il culmine di un’inchiesta iniziata oltre due anni fa, che aveva già scosso l’opinione pubblica nel 2025 con l’arresto dei promotori del gruppo: un sacerdote e un medico, attivi rispettivamente tra Brescia e Torino.

La tecnologia abbatte i muri di Telegram

A rendere possibile l’identificazione degli indagati sono state sofisticate e innovative tecniche informatiche volte alla de-anonimizzazione. Gli agenti del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O) hanno agito undercover per mesi, infiltrandosi nelle comunità chiuse e ricostruendo la mappa dei contatti del medico torinese.

L’attività di polizia, estesa su scala nazionale, ha portato a risultati immediati durante le perquisizioni:

  • Cuneo e Genova: In manette due uomini di 52 e 40 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di video e immagini pedopornografiche.

  • Pordenone: Arrestato un 27enne, per il quale l’accusa è ancora più grave: non solo detenzione, ma anche produzione di materiale illecito.

  • Como: Identificato e denunciato a piede libero un ragazzo del 2008. Nonostante la giovane età, il minorenne ricopriva il ruolo di amministratore del gruppo da cui era partita l’intera indagine.

Un fronte comune contro il cybercrimine

Il successo dell’operazione è stato garantito dalla sinergia tra i centri operativi di Torino e Genova e le sezioni di Como e Pordenone. Gli inquirenti hanno ribadito che la lotta alla pedopornografia online non conosce sosta e che gli strumenti tecnologici a disposizione delle forze dell’ordine sono ormai in grado di penetrare anche i sistemi di crittografia più complessi.

Tutti i dispositivi informatici sequestrati (smartphone, PC e hard disk) sono ora al vaglio degli analisti forensi per individuare ulteriori ramificazioni della rete e, soprattutto, per identificare le piccole vittime degli abusi.