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“Liberate i macachi”: lettera aperta ai rettori delle Università di Torino e Parma

L'associazione Progetto Vivere Vegano chiede l’abbandono di ogni ricerca che sfrutti animali, per intraprendere una ricerca alternativa ed etica.

“Liberate i macachi”: lettera aperta ai rettori delle Università di Torino e Parma
Cronaca Torino, 09 Aprile 2021 ore 18:23

I responsabili del Progetto Vivere Vegano lanciano un accorato appello, con una lettera aperta, inviata ai rettori delle Università di Torino e Parma per chiedere la liberazione dei macachi coinvolti nell’esperimento Light-Up.

Un caso emblematico

La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso animalisti e non solo diventando un caso emblematico. Il progetto Light-Up infatti era salito agli onori della cronaca per essere particolarmente doloroso (l’esperimento prevede infatti la lesione della vista, con interventi piuttosto invasivi al cervello) e aveva scatenato un braccio di ferro tra  ricercatori e animalisti appoggiati in un primo momento dal Consiglio di Stato.

Una vittoria durata ben poco perché, dopo mesi di sospensione, era poi stata riconfermata in via definitiva la validità dell’autorizzazione rilasciata dal Ministero della Salute per il progetto.

Spariti nel nulla

Il presidente dell’associazione Dora Grieco spiega, infatti, che nonostante la mobilitazione e l’interesse dei media per la vicenda che coinvolge i 6 macachi, risulta impossibile ricevere informazioni su cosa stiano sopportando gli animali in questi mesi.
L’associazione invita tutti a firmare la lettera aperta come dimostrazione pacifica contro l’esperimento e per chiedere la liberazione dei sei macachi. È possibile firmare la lettera dal sito dell’associazione.

La lettera

Nella lettera rivolta alle Università di Torino e Parma, l’associazione chiede non solo di liberare gli animali, ma di abbandonare ogni ricerca che sfrutti animali, per intraprendere una ricerca alternativa ed etica:

 

Chiar.mo Prof. Stefano Geuna, Chiar.mo Prof. Paolo Andrei,
con questa lettera aperta, noi sottoscritti, ci rivolgiamo a voi in quanto Rettori delle Università di Torino e di Parma, coinvolte nel progetto Light-Up, per chiedere la liberazione dei 6 macachi coinvolti nell’esperimento.

Molte associazioni e organizzazioni animaliste, vegane, antispeciste e tante singole persone, professionisti, persone della cultura e dello spettacolo, gente comune, sono unite e stanno da tempo manifestando tutto il loro dissenso verso questa sperimentazione che è divenuta il simbolo di una battaglia più grande: mai più animali nei laboratori scientifici.

I macachi detenuti nei vostri stabulari sono, come noi umani, animali: soffrono e provano emozioni. Rinchiusi e privati dei giusti stimoli comportamentali della loro specie, sottoposti a sperimentazione, e alla fine eliminati perché divenuti inutili per l’esperimento. Il progetto Light-Up in atto li sottopone a un trattamento che riteniamo inaccettabile e ci appelliamo al vostro senso etico e di rispetto.

Vogliamo portare quindi l’attenzione sulla totale mancanza di etica di tale progetto che causa grave sofferenza a esseri senzienti – che anche il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea di Lisbona riconosce come tali – per studi sulle patologie umane.

Chiediamo, e ci rivolgiamo a voi per questo, che i sei macachi siano subito liberati e affidati alle associazioni che si sono offerte di ospitarli in rifugi adeguati alla loro esistenza, nel rispetto delle loro esigenze psicologiche e fisiche. Siamo coscienti che questa soluzione sarà pur sempre un ripiego rispetto alla loro vita libera in natura, ma è l’unica possibile.

Sappiamo – notizia recente – che l’Università di Verona, in accordo con il Comune della città, ha deciso di chiudere la linea di ricerca sulle scimmie, liberando tre animali detenuti per esperimenti. Questo è un segnale importante e significa che mentre alcuni scienziati si rendono conto che non è più possibile accettare di usare gli animali nei laboratori (quantomeno i primati), altri portano avanti le loro ricerche senza tenere conto delle richieste e delle proteste di tante organizzazioni animaliste, che cercano di aprire un varco nell’ingiusto muro della sperimentazione animale.

Chiediamo che anche le vostre due Università scelgano di investire nei metodi di sperimentazione alternativa a quella animale. Crediamo che tutte le Università scientifiche debbano rinunciare una volta per tutte al sacrificare esseri senzienti e utilizzare altri metodi perché non può esserci vero progresso senza che sia accompagnato da corrispondenti scelte etiche.

Richiediamo dunque con determinazione la liberazione dei 6 macachi detenuti negli stabulari dell’Università di Parma e l’abbandono di ogni ricerca che sfrutti animali, per intraprendere una ricerca alternativa ed etica.