È entrata oggi nella sua fase più intensa l’esercitazione “Lago Nero 2026 – Ricerca in quota sulla via degli sconfinamenti”, che tra Claviere e Cesana Torinese coinvolge 95 volontari appartenenti a tredici organizzazioni del Terzo settore insieme alle istituzioni. Il buio che arriva in fretta, il freddo che cambia le condizioni in pochi minuti, un sentiero che scompare nella nebbia: sulle montagne di confine sono immagini che appartengono alla cronaca prima ancora che alle esercitazioni. Ed è proprio dalla necessità di essere pronti quando una situazione del genere diventa un’emergenza che nasce l’iniziativa, promossa nell’ambito della Commissione Protezione Civile di Vol.To – Volontariato Torino ETS.
Lago Nero 2026, 145 soccorritori impegnati nell’esercitazione in alta quota
Lo scenario simula la ricerca e il soccorso di due nuclei familiari di stranieri, con minori, rimasti in difficoltà durante il tentativo di attraversare la zona di confine con la Francia e costretti a cercare riparo a causa del maltempo. Le attività interessano un’ampia area montana tra i 2000 e i 2400 metri di quota, comprendendo anche bunker e opere in caverna del Vallo Alpino e, tra le zone di ricerca, il Lago Nero e il Lago di Fontana Fredda. Un territorio complesso, dove orientamento, conoscenza dei luoghi, capacità di comunicare e rapidità di coordinamento diventano elementi decisivi e dove proprio la simulazione consente di mettere alla prova, in condizioni realistiche, procedure e competenze.

A essere coinvolto è un sistema articolato di soccorso e coordinamento diretto dalla Prefettura di Torino, che coinvolge Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Comuni di Cesana Torinese e Claviere, Centrale emergenza NUE 112, Vigili del Fuoco – Comando Provinciale di Torino, Polizia di Stato – Settore Polizia di Frontiera di Bardonecchia, Questura di Torino e Commissariato di Bardonecchia, Carabinieri della Stazione di Cesana Torinese, della Compagnia di Susa e Soccorso Alpino Carabinieri, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Bardonecchia e Croce Rossa Italiana – Sala Operativa Provinciale e Comitato di Susa. Realtà differenti per ruoli e competenze, chiamate a muoversi dentro uno stesso scenario e a sperimentare sul campo quella collaborazione che, nelle emergenze reali, deve funzionare senza esitazioni.
Accanto alle istituzioni, il cuore dell’esercitazione è rappresentato dai 95 volontari di 13 organizzazioni del Terzo settore: Associazione Emergenza 4X4 ODV, SosMontagna ODV, Associazione Nazionale Polizia di Stato Ivrea/Torino Protezione Civile ODV, Squadra AIB e PC di Sant’Antonino di Susa ODV, Squadra AIB e PC di Vaie ODV, Squadra AIB e PC di Villar Focchiardo ODV, Croce Giallo Azzurra Torino ODV, BIOS Volvera ODV, Volontari ANFI ODV – Torino, Croce Rossa Italiana – Comitato di Susa, Corpo Volontari AIB del Piemonte ODV, ANA Valsusa e Nucleo Volontari dell’Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana ETS-ODV. Esperienze diverse che, per due giorni, diventano parte di un unico sistema chiamato a confrontarsi con uno scenario complesso e con la necessità di prendere decisioni, condividere informazioni e intervenire in modo coordinato.
Ma “Lago Nero 2026” non comincia soltanto quando i volontari raggiungono la montagna. La preparazione all’esercitazione è iniziata nei giorni precedenti, con un lavoro pensato proprio per arrivare sul campo con procedure e riferimenti condivisi. Nel corso della settimana 40 volontari hanno partecipato a un percorso di formazione specifica condotta dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino -Nucleo TAS. (Topografia Applicata al Soccorso). Un’occasione per approfondire modalità di intervento, affinare conoscenze e costruire un linguaggio comune: perché la capacità di affrontare un’emergenza nasce molto prima del momento in cui l’emergenza si presenta.
È forse proprio qui che si trova uno degli aspetti più significativi di “Lago Nero 2026”. Dietro ogni intervento efficace ci sono ore di formazione, esercitazioni, prove, errori corretti e relazioni costruite nel tempo. Esercitarsi significa imparare a conoscersi prima dell’emergenza, capire come lavorano gli altri, affinare procedure e creare quella fiducia reciproca che permette a organizzazioni e istituzioni differenti di agire come un unico sistema quando serve davvero. Significa anche trasformare il tempo, l’esperienza e la disponibilità messi gratuitamente a disposizione dai volontari in una risorsa concreta per la sicurezza delle comunità.
L’esercitazione rappresenta inoltre un’occasione per richiamare l’attenzione sui rischi legati alla frequentazione della montagna e sull’importanza della prevenzione. Un ambiente affascinante ma complesso, nel quale le condizioni possono cambiare rapidamente e nel quale preparazione, prudenza e conoscenza del territorio restano elementi fondamentali.
«Quando arriva un’emergenza, la preparazione non si improvvisa. Si costruisce nel tempo, esercitazione dopo esercitazione, mettendo alla prova persone, procedure e capacità di lavorare insieme – sottolinea Stefano Lergo, vicepresidente di Vol.To, coordinatore della Commissione Protezione Civile e presidente della Squadra AIB e PC di Sant’Antonino ODV –. “Lago Nero 2026” si inserisce in un percorso che negli anni ha visto i volontari confrontarsi con scenari diversi, proprio per mantenere alta la preparazione ed essere pronti a intervenire quando serve davvero. Ogni esercitazione aggiunge esperienza, rafforza i legami tra le realtà coinvolte e restituisce valore al tempo che tanti volontari scelgono di mettere a disposizione degli altri. È questo lavoro continuo, spesso lontano dai riflettori, che rende più forte il sistema di protezione civile».
«Questa esercitazione ha un valore particolare perché racconta quanto sia cresciuta in questi anni l’esperienza della Commissione di Protezione Civile di Vol.To – sottolinea Silvio Magliano, Presidente emerito di Vol.To ETS –. Vedere oggi istituzioni e volontariato lavorare insieme in modo così strutturato conferma la bontà di quell’intuizione iniziale. Dietro tutto questo ci sono soprattutto persone che scelgono di mettere gratuitamente una parte preziosa del proprio tempo al servizio della comunità».