Squallido teatrino

La buffonata della Juve: per 45 minuti allo stadio anche senza il Napoli

Ma sì... apriamo per tutta una sera uno stadio intero con tanto di personale e luci per NON far giocare nessuno! Geniale...

La buffonata della Juve: per 45 minuti allo stadio anche senza il Napoli
Torino, 05 Ottobre 2020 ore 08:45

Venghino siore e siori, venghino al circo! Anzi no… all’Allianz Stadium della Juventus, dove ieri è andato in scena un divertente teatrino: niente foche monache o elefanti funamboli, a fare da clown (incolpevoli) i calciatori bianconeri, che si sono presentati anche se lo sapevano da ore ore pure i sassi che il Napoli era rimasto a casa per via del Covid (in copertina l’arrivo dei bianconeri nello stadio deserto).

Juve 45 minuti allo stadio anche senza il Napoli

Ma il teatrino è andato in scena lo stesso. Davanti a 11 spettatori, l’arbitro Doveri dopo aver aspettato 45 minuti, da regolamento, ha dichiarato chiusa la partita: naturalmente il cinema la Juve l’ha messo in campo solo per cercare di portare a casa un immeritato 3 a 0 a tavolino.

Ma che doveva fare il Napoli se l’Asl locale ha messo in isolamento fiduciario tutta la squadra dopo la scoperta di alcuni casi? I “sani” dovevano evadere dalla Campania (pensa se li beccava il governatore De Luca) per raggiungere Torino e poi magari farsi pure dare degli untori?

La cosa incredibile è che la Federazione dà ragione alla Juventus: la Lega ha stabilito, infatti, che a una squadra basta avere a disposizione 13 giocatori disponibili – compreso un portiere – tra quelli a cui è stato assegnato un numero di maglia, e potrà giocare regolarmente.

Una buffonata che si poteva evitare

Quindi Juve-Napoli andava giocata comunque, secondo lo show-business. Ma altro che 13… se manco uno dei partenopei è arrivato sotto la Mole, poco c’era da fare…

E invece la conclusione è che apriamo per tutta una sera uno stadio intero con tanto di personale e luci per NON far giocare nessuno!

Geniale.

Una presa in giro che francamente si poteva evitare, anche perché cosa vuoi che gliene freghi ai napoletani se pure il giudice sportivo darà la vittoria a tavolino ai bianconeri? Basterà sventolare la “giustificazione” dell’Asl di Napoli. Ma naturalmente solo dopo un lungo, prevedibile, costoso iter giudiziario…

Anche la Polizia contro il teatrino dell’assurdo

“Con la vicenda della partita Juventus-Napoli che si doveva disputare ieri si è consumata una pagina davvero orrenda per questo Paese, su tutti i fronti. Anche e soprattutto rispetto ai problemi di ordine e sicurezza pubblica, temi che, in questo momento di emergenza nazionale, dovrebbero prevalere su tutto, mentre quanto accaduto fa passare un ‘messaggio’ che nell’immaginario collettivo rischia di essere un’istigazione alla violazione della quarantena. E ciò mentre le forze dell’ordine sono chiamate a fare miracoli per garantire il rispetto con il massimo della diligenza delle previsioni del governo, venendo addirittura accusate di non fare abbastanza. E’ vergognoso”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, a proposito del match di campionato Juventus-Napoli che avrebbe dovuto essere disputato ieri.

“Quanto è accaduto – incalza Mazzetti – ha messo in luce aspetti critici di cui l’Italia non può andare fiera né può permettersi. Al netto di ogni cavillo e di contorte disposizioni che, lo ripetiamo, a fronte di un’emergenza come quella legata al Covid 19 non hanno motivo di prevalere sulle misure precauzionali stabilite dal governo, salta all’occhio intanto il poco lodevole scaricabarile fra tutti i soggetti deputati a intervenire: un caos fra autorità e istituzioni che non sono state capaci di assumere una chiara posizione comune a sostegno della tutela della salute pubblica. Nulla doveva prevalere sull’obiettivo di neutralizzare senza mezze misure anche una parvenza di rischio, meno che mai interessi legati al business che il calcio è diventato, perdendo la sua caratterizzazione di veicolo di buoni e sani valori sociali. Il ministro dello Sport, le società, l’autorità sportiva e gli uffici sanitari avrebbero dovuto rompere ogni indugio e, con senso di responsabilità, con vero spirito sportivo e tenendo il dovuto profilo istituzionale, essere chiari e autorevoli: se c’è una situazione di rischio e un ufficio sanitario si pronuncia, ci si ferma e ci si attiene alle norme stabilite dall’autorità nazionale, quelle che se un qualunque cittadino viola commette un illecito. Tutto il resto viene in secondo piano”.

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