Ludopatia e gioco d'azzardo

Insegnante si giocava i soldi per le gite degli studenti

Prof di musica aveva fatto "sparire" ben 11.000 euro, ora dovrà rispondere di peculato. Ha già risarcito la scuola e perso il lavoro.

Insegnante si giocava i soldi per le gite degli studenti
Cronaca Torino, 13 Gennaio 2021 ore 11:59

Insegnante delle medie intascava i soldi per le gite dei propri studenti e se li giocava. Ludopatia: un grave problema comportamentale che può rovinare la vita. Ne è esempio eclatante l’ultima notizia di cronaca giudiziaria in merito.

Il prof “malato d’azzardo”

Insegnava musica in una scuola media della zona di Pinerolo, ma il vizio del gioco gli ha rovinato la carriera scolastica. Il docente non solo ha perso il lavoro, ma dovrà rispondere in Tribunale del reato di peculato (rischia quattro anni di carcere). La sua linea di difesa punta sull’incontrollabilità comportamentale, in pratica sostiene di essere malato patologico. Di ludopatia, appunto.. La vicenda risale al 2018: il docente, che era anche vicepreside, si impossessa dei soldi versati dagli studenti per partecipare a ben quattro gite: circa 11.000 euro in tutto. A fine anno la direzione didattica scopre il raggiro e denuncia il prof. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Giovanni Caspani e l’uomo è stato rinviato a giudizio. Ora ha scelto di farsi curare: è seguito dal Sert, ha restituito i soldi ed ha ripreso a lavorare in istituti privati.

Un problema molto dibattuto

Il problema della ludopatia in Piemonte balza spesso agli onori della cronaca. Pochi mesi fa c’era stata una dura polemica in merito. Professionisti del sociale e del sanitario, politici del centrosinistra, insieme ad esponenti della Cgil e di alcune associazioni tra cui Libera Piemonte, Acli e  Gruppo Abele si erano ritrovati davanti al Palazzo del Consiglio Regionale del Piemonte. Protestavano contro la modifica della legge n* 9 del 2016 sul contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico. Modifica voluta dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. La richiesta riguardava il limite di l’orario dei locali che ospitano slot-machine e video-lottery (le famigerate “mangiasoldi”) vincolando a rispettare una distanza specifica dai luoghi sensibili come scuole, chiese, ospedali e bancomat. Ora questa vicenda dell’insegnante che intascava i soldi degli studenti e se li giocava riporta d’attualità la polemica.

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