Movente inquietante

Infermiere uccise il paziente che si era stufato di curare: condanna da 5 a 14 anni in appello

L'infermiere killer avrebbe somministrato in vena un calmante fatale a un 86enne. L'accusa: "Non voleva più occuparsene"

Infermiere uccise il paziente che si era stufato di curare: condanna da 5 a 14 anni in appello
Cronaca Torino, 03 Novembre 2020 ore 10:43

Infermiere killer condannato a 14 anni. E’ questa la pesante sentenza che la Procura della Repubblica di Asti ha emesso nei confronti di Marco Capra, paramedico presso l’ospedale di Carmagnola, già condannato per quello stesso reato a 5 anni e 8 mesi in primo grado.

L’endovenosa fatale

L’infermiere, secondo gli inquirenti, avrebbe somministrato per via endovenosa un farmaco calmante provocando la morte di Giovanbattista Tuninetti, 86 anni, ricoverato all’ospedale di Carmagnola. L’indagine e i minuziosi accertamenti sono stati condotti dai carabinieri del Nas di Torino coordinati dal sostituto procuratore Laura Deodato. La documentazione raccolta attesta di aver accertato “gravi e convergenti elementi di colpevolezza” nei confronti di Capra. I fatti risalgono al 2015, a seguito della morte sospetta del paziente. Sul caso si sono espressi, per conto della Procura, anche periti medici. L’infermiere killer, secondo la ricostruzione, avrebbe somministrato per endovena senza la dovuta prescrizione medica, un farmaco contenente Midazolam, un principio attivo ad azione calmante, provocando il decesso del paziente per insufficienza respiratoria.

“Non voleva occuparsene”

Il movente, sempre secondo l’accusa, è a dir poco inquietante. L’infermiere avrebbe fatto l’endovenosa al malato per calmarlo e non doversene più occupare.

“Gli esiti investigativi – dicono le carte processuali – riconducono la condotta dell’operatore alla volontà di sedazione del paziente al fine di ridurre l’impegno professionale determinato dalla costante necessità di assistenza ed attenzione richieste dalle condizioni di salute, età e comportamento emotivo del malato. All’indagato sono attribuite responsabilità aggravanti, ovvero di aver agito per motivi futili e abbietti, nonché aver ostacolato l’assistenza e il soccorso dell’anziano”.

Condannato a 14 anni

In secondo grado la Corte d’Appello ha più che raddoppiato la precedente condanna, portando la pena a 14 anni e 4 mesi di reclusione. La difesa dell’infermiere ha già annunciato che ricorrerà in Cassazione per chiedere la revisione del processo. All’epoca dei fatti, alla Asl di Torino era arrivata una segnalazione subito nell’immediatezza dell’accaduto, che era stata subito trasmessa alla Procura della Repubblica. Era stato avviato anche un procedimento disciplinare e un’indagine interna, poi sospesi per non interferire con le indagini. Il dipendente comunque era stato trasferito da un’attività di degenza ad una ambulatoriale non più a Carmagnola.

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